Gioco
Ladri scatenati colpiscono prima in società sportiva poi in tabaccheria
Hanno preso dei borsoni e li hanno utilizzati per portare via stecche di sigarette. Il raid è stato ripreso dalle telecamere
limite sull’arno. Prima derubano i borsoni all'interno della sede di una società sportiva, per poi andarli a riempire in tabaccheria dove mettono a segno un furto di notte. Il raid è capitato intorno alle due e mezzo di notte di martedì scorso a Limite sull'Arno: la zona interessata è quella che gravita attorno a piazza Sandro Pertini. I malviventi hanno rotto il vetro di una finestra, riuscendo ad accedere agli spogliatoi dell'Unione Sportiva Limite e Capraia. Lì dentro non hanno trovato niente se non delle borse da calcio della squadra giallorossa. Nessun problema, per riempirle basta poco. Da via Yuri Gagarin in poco più di cento metri arrivano in via Gramsci alla tabaccheria che Alessandra Casalini e suo marito Andrea Alessandroni hanno rilevato nel maggio dello scorso anno. Pacchetti e stecche di sigarette il bottino, per un totale di circa tremila euro. La scena è stata filmata dalle telecamere di videosorveglianza e le immagini sono adesso a disposizione dei carabinieri. Ed è da questi filmati che si è capito quanto era accaduto nei minuti precedenti all'interno della società sportiva, come confermato nel corso della giornata di martedì.
Per i coniugi Alessandroni si è trattato di uno shock: il primo luglio scorso, due mesi dopo l'apertura, avevano subìto un'importante razzia notturna. Adesso un altro raid, meno importante a livello di perdita del precedente, nonostante una serie di precauzioni prese.
Sono i due proprietari a raccontare quanto accaduto: «Avevamo messo un lucchetto grande alla porta – spiega Andrea – ma ci hanno fatto leva e lo hanno spaccato come se fosse burro. Per fortuna avevamo messo un dispositivo nebbiogeno e hanno preso meno di quello che pensavano. Ma dalle immagini si vede che uno accende una torcia per riuscire comunque a vedere qualcosa. Si vede benissimo che erano tre persone con il volto travisato: una era a fare da palo e vede la macchina della vigilanza privata, collegata al nostro sistema di antifurto, arrivare dalla rotatoria di via Gramsci. Fa cenno ai suoi compagni di uscire e si dileguano. Il tutto però con estrema tranquillità, come se nulla fosse».
Non è bastato nemmeno l'intervento del cognato, che vive nell'altro lato della strada. «Si è affacciato dalla finestra e loro hanno continuato nonostante lo avessero visto – prosegue – li ha sentiti parlare ed erano italiani, senza ombra di dubbio. È stato lui a chiamare i carabinieri».
Il tutto è successo però in pochissimo tempo rispetto al precedente di pochi mesi prima, in cui l'impianto di videosorveglianza registrò la scena per oltre sei minuti. Quando il vigilantes è arrivato, raccontano i due coniugi, i malviventi erano appena scappati, ma non si sa in che direzione, o perlomeno le immagini non riescono a mostrarlo.
«Il negozio è in un punto di passaggio – spiega Alessandra Casalini – dalla strada provinciale è facile prendere la via verso Montelupo Fiorentino o Empoli senza dare nell'occhio».
Superato lo shock del furto, però, restano altre questioni accessorie da risolvere. «Soltanto a luglio, dopo il primo raid, avevamo speso oltre tremila euro per migliorare il sistema di allarme - conclude Alessandra – e nonostante tutto quello che abbiamo fatto il problema resta serio. E poi non dimentichiamoci delle difficoltà assicurative per quanto riguarda i risarcimenti quando si subisce più di un furto nell'arco di un anno». —
Daniele Dei
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