Il Tirreno

Empoli

il processo 

Condannati due poliziotti per il pestaggio di un romeno

Matteo Leoni
Condannati due poliziotti per il pestaggio di un romeno

Il tribunale ha inflitto pene di 4 anni e 3 anni e due mesi di reclusione Il reato fu commesso nel 2013 durante un blitz in un cantiere a Bagno a Ripoli

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EMPOLI. Due poliziotti del commissariato di Empoli sono stati condannati dal tribunale di Firenze a 4 anni e a 3 anni e due mesi di reclusione. La pena più alta è stata inflitta a quello dei due accusato di aver preso ripetutamente a calci un ladro in fuga, provocandogli la rottura della milza, e poi di aver redatto un falso verbale per nascondere l'accaduto. I reati contestati sono quelli di lesioni personali gravissime e falso ideologico in atto pubblico per la redazione del verbale. Quest'ultimo reato commesso in concorso con il collega, condannato a una pena di poco più bassa. Per loro il pm Giacomo Pestelli della procura di Firenze nella sua requisitoria aveva chiesti rispettivamente 15 (di cui 9 per le lesioni e 6 per il falso) e 6 anni. I fatti risalgono al 2013 quando i due erano entrambi sovrintendenti di polizia, in servizio sempre a Empoli. Tutto nacque nell'ambito di un'indagine su reati contro il patrimonio. I due investigatori erano da tempo sulle stracce di una banda specializzata in furti in cantieri edili. Seguendo uno dei mezzi usati dal gruppo criminale, su cui era stato installato un gps, scoprirono la zona dove veniva stoccata la refurtiva, un cantiere in un'area isolata nel comune di Bagno a Ripoli, provincia di Firenze. L'area fu circondata e scattò il blitz delle forze dell'ordine. Secondo la ricostruzione dell'accusa, uno dei poliziotti per fermare il malvivente che era riuscito a scappare, un cinquantenne originario della Romania, lo avrebbe colpito ripetutamente con calci sulla parte sinistra del corpo, fino a lasciarlo senza fiato, provocandogli ecchimosi a una tempia, la frattura di una costola e lo spappolamento della milza. Per l'accusa insomma si sarebbe tratto di un vero e proprio pestaggio, di cui però non c'è traccia nel verbale di arresto la cui veridicità è stata messa in discussione. Nel corso del processo la difesa dei due poliziotti ha sostenuto, come riportato anche nel verbale di arresto del cinquantenne, che le lesioni fossero compatibili con una caduta da parte del ladro in fuga, che sarebbe finito su del materiale da cantiere procurandosi le lesioni che poi avrebbe attribuito a una presunta aggressione da parte del poliziotto. Per il consulente tecnico nominato dall'accusa invece le lesioni non sarebbero compatibili con questa ricostruzione. Questo per la sola presenza di lividi, senza escoriazioni e ferite lacerocontuse, nonostante il terreno nel cantiere fosse irregolare e pieno di materiale edile. La sentenza è stata pronunciata dai giudici mercoledì pomeriggio. Poco dopo il pronunciamento, mentre il pm titolare delle indagini si stava allontanando dall'aula, uno dei due poliziotti, quello condannato a 3 anni e due mesi, lo avrebbe avvicinato protestando per la sentenza, accusandolo di aver fatto condannare due persone innocenti. Dell'episodio sarebbe stato informato il procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo. —

Matteo Leoni

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