Il Tirreno

Empoli

Calato il credito concesso alle imprese. Situazione migliorata per le famiglie

Marco Pagli
Nuova brusca frenata nell'erogazione del credito alle aziende
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Nuova brusca frenata nell'erogazione del credito alle aziende

Empolese-Valdelsa, i cordoni della borsa delle banche restano ancora chiusi per il settore produttivo, sofferenze maggiori in edilizia e terziario

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EMPOLI. Nuova brusca frenata nell'erogazione del credito alle aziende. Il 2020 si è aperto con indicazioni economiche non positive anche se i dati presi in esame si riferiscono al recente passato. Mentre i cordoni della borsa degli istituti di credito tornano ad aprirsi per pubbliche amministrazioni e famiglie, la stessa cosa non si può dire per il settore produttivo, che in un anno – tra la metà del 2018 e lo stesso periodo dell'anno appena trascorso – ha visto contrarsi gli impieghi per oltre il 2,5%.
L'ultimo report della Camera di commercio di Firenze sul credito in provincia attesta una situazione che nel complesso è di stagnazione, ma che è di pesante sofferenza per le imprese del territorio.
Anche perché nel frattempo i tassi di interesse applicati sui prestiti sia a breve termine che a medio-lungo termine hanno ripreso a salire in maniera costante, seppure ancora si sia lontani dai livelli di tre anni fa.
In termini assoluti (come evidenziato nella tabella) gli impieghi ammontano complessivamente a poco meno di 4 miliardi e 400 milioni di euro e seguono un trend di progressiva flessione.
Tanto che in quattro anni l'erogazione di risorse da parte delle banche si è ridotta di oltre 300 milioni di euro.
Al contrario, l'andamento dei depositi da parte di famiglie e imprese dell'Empolese Valdelsa negli istituti di credito è in rialzo e in quattro anni si è passati da poco più di 2 miliardi di euro a quasi 2 miliardi e 900 milioni di euro depositati nelle casse delle banche, con un balzo di oltre il 30%.
Il dato, come accennato, non è tuttavia omogeneo. La contrazione del credito a cui si è assistito nell'ultimo periodo, infatti, riguarda principalmente le imprese: quelle di piccole dimensioni passano dal -0,5% di inizio anno al -2,4% di fine anno, mentre quelle medio grandi addirittura arrivano ad un -2,7%.
Guardando alle tipologie di attività economica le sofferenze maggiori si riscontrano nel comparto edile e in quello terziario, che vedono ridursi i prestiti rispettivamente del 4,8% e del 3,6%. Mentre il settore manifatturiero subisce un calo del 2,1%.
Rimane positivo il dato dei prestiti concessi alle famiglie produttrici, cioè alle aziende di tipo familiare, anche se va considerato che si passa da un +3,3% ad un +0,1%.
L'inversione di tendenza più evidente riguarda le pubbliche amministrazioni che nel giro di un anno passano da -7% di prestiti concessi per investimenti a +1,2%, che in termini assoluti porta ad uno stock di 1 miliardo e 600 milioni a livello provinciale.
Mentre rimane costante la crescita dell'erogazione alle famiglie, con un +4%. A questo proposito, a fare la parte del leone è il credito al consumo, che cresce di quasi dieci punti percentuali: i finanziamenti concessi ai consumatori sono stati destinati principalmente all'acquisto di autoveicoli e motocicli, a quello di elementi di arredo, elettronica, elettrodomestici e anche impiantistica e domotica.
Mentre per quanto riguarda il mercato dei mutui si è assistito ad una contrazione dei nuovi contratti stipulati seppure in termini assoluti i fondi messi a disposizione dalle banche siano aumentati.
L'ultima annotazione riguarda i tassi di interesse. Tra il 2018 e il 2019, infatti, sono tornati a salire dopo anni di tendenziale discesa. Per quanto riguarda quelli alle imprese sono passati in media dal 3,9% al 4% sui prestiti a breve termine e dal 2,2% al 2,5% su quelli a medio-lungo termine. Mentre per le famiglie dal 2,3% al 2,4%.

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