Il dolore
Via Lenin e via Che Guevara non cambieranno nome
Bocciata la proposta avanzata del centrodestra che chiedeva di modificare la toponomastica legata a due personaggi del comunismo e del socialismo
CAPRAIA E LIMITE. Una battaglia ideologica almeno ventennale quella del centrodestra a Capraia e Limite: ovvero quella di far modificare la toponomastica togliendo i riferimenti ai nomi storici del comunismo e del socialismo. Numerose le iniziative fatte in passato, ma ogni mozione, pur cambiando i sindaci, è sempre stata respinta. Ci provò Maurizio Pasqualetti nei primi anni Duemila, da capogruppo del centrodestra e sfidante di Enrico Sostegni alla carica di sindaco del piccolo comune remiero, a far modificare il nome di via Lenin, una strada residenziale non lontana tra l’altro dalla pieve di Santa Maria. All’epoca venne proposto di modificarla in via Papa Giovanni Paolo II, ma a proposta fu rigettata. Dopo 5 anni di assenza del centrodestra sui banchi dell’opposizione, ora che gli esponenti eletti sono tre è stato fatto un nuovo tentativo. Nell’ultimo consiglio comunale del 30 dicembre, l’eletto Emmanuel Di Mauro ha presentato una nuova mozione, riguardante via Valdimir Lenin ma anche via Ernesto Che Guevara, la strada che si trova di fianco alla casa del popolo e all’ex teatro demaniale, nella parte storica di Limite sull’Arno. Mozione bocciata, con disappunto della compagine di centrodestra, prevalentemente rappresentata da Fratelli d’Italia.
«Rimarranno via Lenin e Guevara – commenta Di Mauro – ritenute figure degne da una maggioranza che sposta invece l’attenzione sull’importanza del Pci per la liberazione del nostro Paese. Un fatto assolutamente fuori luogo da citare, in quanto il fulcro della discussione era incentrato sull’estremismo avvenuto al di fuori del confine italiano, dove il comunismo ricordiamo aver mietuto più di 100 milioni di morti».
Capraia e Limite è un comune dove non mancano le vie che fanno riferimento a quella linea politica: ne sono state dedicate a cosmonauti come Yuri Gagarin, politici come Enrico Berlinguer e Palmiro Togliatti, a sindacalisti come Giuseppe Di Vittorio e Luciano Lama. Uno dei motivi principali per cui spesso i Comuni sono restii a cambiare la toponomastica è il problema dei documenti dei residenti da modificare: infatti si preferisce nominare nuove vie, parchi o rotonde di recente costruzione. Fa eccezione però per quel tratto di via Cosimo Ridolfi che, nel 2018, è stato deciso sarà dedicato all’ex parroco Don Walter Pastacaldi. Il cartello è stato posizionato alcune settimane fa, coperto da un sacchetto nero. –
Daniele Dei
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