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LA STORIA 

Ricercatore torna alla tradizione familiare «Ora costruisco telai per bici d’alto livello»

Daniele Dei
Ricercatore torna alla tradizione familiare «Ora costruisco telai per bici d’alto livello»

Eugenio Simoncini ha lavorato all’Osservatorio di Arcetri e in Giappone, poi la decisione di rilanciare l’attività del padre

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CASTELFIORENTINO. Un ricercatore laureato in chimica che torna alla tradizione di famiglia e riprende la costruzione di telai per biciclette di alto livello, portando l'azienda a festeggiare i suoi primi 70 anni e a inaugurare persino un museo delle due ruote in Valdelsa. È la bella storia di Eugenio Simoncini, 37 anni, di Castelfiorentino, ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista e che, da circa un anno, è diventato un piccolo imprenditore riprendendo le attività della "Simoncini Telai". Si tratta di una casa storica in Valdelsa, fondata nel 1949 dal nonno Renato e da suo fratello Poddino, poi tramandata al padre di Eugenio, Orlando, e infine ripresa dal figlio che però, nella vita, stava facendo tutt'altro.

«Ero ricercatore all'osservatorio di Arcetri a Firenze - racconta - poi sono finiti gli assegni di ricerca, ho fatto un breve periodo di lavoro in Giappone, ma ho preferito tornare. Mi sono messo a insegnare nelle scuole superiori e nel frattempo mio padre è andato in pensione. La ditta era ferma e, mentre facevo il docente, ho cercato di riattivarla, di imparare il mestiere e capire se valeva la pena fare il salto. Ho riscontrato una buona situazione, quindi ho accettato prima il part time a scuola e infine l'ho lasciata».

Ecco dunque il suo percorso nel laboratorio collocato tra Casenuove e Varna, frazioni di Gambassi Terme, in cui i Simoncini creano grandi bici da quando trasferirono la sede nel 1973.

«Mio padre e Candido Luddi, che ha lavorato 50 anni con lui, mi hanno subito detto che ci voleva molto tempo per imparare - prosegue - e mi ci sono messo portando anche le mie conoscenze universitarie. Questo è un mestiere dove vendi se proponi qualità e siamo rimasti in pochissimi. Ho iniziato a fare saldatura in titanio trovando attenzione in un pubblico di nicchia. Utilizzo pure carbonio, anche se non è il mio preferito».

Simoncini Telai al momento è nelle sole mani di Eugenio: un artigiano capace di produrre un paio di telai a settimana e fare riparazioni che riescono a pochissimi: bici che hanno oltre cento anni, su cui i collezionisti vogliono solo mani esperte per riportarle ad antico splendore.

«Il nostro pubblico è quello degli appassionati di corse come "L'Eroica" o le grandi classiche - spiega Eugenio - ma anche il gravel ha ridato fiato al mercato. I negozi italiani stanno tornando a puntare sull'artigianale e noi siamo in grado di lavorare anche per conto terzi in maniera semi industriale. Con i mercati di Germania e Usa stiamo tornando lentamente a farci conoscere anche all'estero».

Settant'anni di storia raccolti in una collezione privata inaugurata pochi giorni fa in via Sant'Ippolito, nel centro storico di Castelfiorentino, alla presenza anche del sindaco Alessio Falorni. È il fondo dove, fino al 1973, Simoncini produceva telai con la propria griffe ma, nel tempo, anche per grandi marche come Aquila, Viner, Nilor e Benotto. Un piccolo museo con tanto di pannelli esplicativi e un laboratorio, pensato anche per le scuole. Ci sono bici dagli anni Cinquanta ai giorni nostri, una ventina di telai in esposizione, e molta storia delle due ruote valdelsane: le maglie della S.C. Castelfiorentino e altre squadre del territorio, i disegni tecnici di Mario Gilardetti, fondatore dell'Abc Castelfiorentino, foto d'epoca e documenti. Sui telai Simoncini sono cresciuti e hanno visto campioni locali come Federico Fioravanti, Irene Puccioni e Kristian Sbaragli, ed Eugenio è pronto ad aprire il museo alla città accogliendo altri cimeli per dare valore al ciclismo locale. La sezione Fiab di Castelfiorentino avrà sede al suo interno, anche per rendere lo spazio vissuto e aperto alla cittadinanza. —

Daniele Dei



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