Il Tirreno

Empoli

l’evento 

Palcoscenico senza barriere grazie a “La strada è la vita”

Palcoscenico senza barriere grazie a “La strada è la vita”

Il Teatro “Il Momento” ha ospitato uno spettacolo della compagnia  “Un filo di follia” in collaborazione con l’associazione Autismo Toscana

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EMPOLI. Un’ora e mezza di balli, canti e recitazione hanno incantato Venerdì sera un pubblico di 300 persone al Teatro “Il Momento” di Empoli. Protagonisti: 30 ragazzi, che frequentano varie Scuole Secondarie, accompagnati da un gruppo di musicisti del Centro Attività Musicali. Lo spettacolo “La strada è la vita”, messo in scena dalla Compagnia “Un filo di follia”, in collaborazione con l’associazione Autismo Toscana, è la storia di un clochard con tanta esperienza di vita, che ha conosciuto in passato: attori, poeti, fotografi ecc. Un personaggio su cui riflettere per la sua marginalità sociale, ma così ricco e carico di umanità. La performance rappresenta il punto di arrivo di un laboratorio teatrale iniziato a ottobre e inserito nel progetto “Teatro e Inclusione”, pensato per l’inserimento sociale di soggetti autistici. Il palcoscenico non ha barriere e può agevolare l’inclusione sociale delle persone diversamente abili che sperimentano attraverso la recitazione uno spazio di benessere, dove si sentono capaci, utili e accettati. Ciò è importante nella vita di tutti i giorni non solo per persone con difficoltà evidenti, ma per tutti. È un progetto che nasce dal bisogno di trovare uno spazio extrascolastico, in cui anche adolescenti autistici possano fare un’esperienza significativa e positiva con coetanei a sviluppo tipico, ognuno valorizzando le proprie abilità. Nel contesto del laboratorio teatrale la diversità si presenta come un’occasione di confronto reciproco. Nel momento dello spettacolo il teatro diventa lo strumento per educare il pubblico alla diversità e, quindi, per promuovere il benessere della comunità, tutelando e valorizzando anche i cittadini più svantaggiati. Se il Progetto andrà avanti in futuro, la speranza è quella di ampliare la partecipazione di più soggetti con disturbo dello spettro autistico e per dare loro un’opportunità di socializzazione, visto che spesso questi giovani, al di là della scuola, non riescono a frequentare i coetanei. –



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