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Empoli

l’operazione 

Frode nel commercio alimentare: denunciata

Frode nel commercio alimentare: denunciata

Nel negozio vino d’uva venduto come di riso e carne (fegato e trippa) di dubbia provenienza. Sanzioni per più di 7.000 euro

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VINCI. Sugli scaffali del suo negozio di alimentari, a Vinci, c’erano prodotti sospetti. Anzi, “truccati”. Le etichette, infatti, non corrispondevano al contenuto. In altri casi, invece, si trattava di articoli di dubbia provenienza. Per questo la titolare dell’esercizio è stata denunciata e si è vista impartire una multa da oltre 7.000 euro.

L’operazione è stata condotta dai carabinieri della forestale di Empoli (il controllo è stato eseguito con il supporto di militari del gruppo forestale di Firenze e di Ceppeto, che hanno eseguito un controllo amministrativo sulla filiera dei prodotti agroalimentari di provenienza extra Unione Europea, in un esercizio commerciale del Comune di Vinci.

Nel corso dell’accertamento, eseguito tra tanti prodotti, ’attenzione dei militari si è focalizzata su 4 dame in vetro di capacità di 5 litri ciascuna contenente una bevanda riportante sull'etichetta la dicitura “Jinhua vino originale della fattoria Made in Italy e vino di riso originale della fattoria”, mentre nel banco frigo, adibito alla vendita di carne fresca, erano presenti prodotti classificati rispettivamente con un cartello: “Fegato di suino prodotto in Toscana” e “Trippa prodotta in Toscana”.

Ma proprio questa merce (ovvero vino di riso, fegato di suino e trippa di maiale) è risultata diversa da quanto dichiarato al consumatore finale per qualità e provenienza e origine (carne Toscana invece che Italia). Quindi i carabinieri hanno eseguito il sequestro dei prodotti stessi, ma anche dei documenti d’acquisto e dei cartelli posti sulla vetrina frigo della carne.

La titolare del negozio di generi alimentari, di origine cinese, è stata denunciata per frode nell’esercizio del commercio. Inoltre sono state comminate anche sanzioni amministrative per difetti sull’etichettatura dell’importo di oltre 7.000 euro. E ulteriori sanzioni sono state comminate dal personale dell’Asl che ha contribuito al completamento del controllo. —



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