Il Tirreno

Empoli

Alla riapertura del ponte scatta il brindisi ma a Marcignana ci sono più dubbi che gioia

David Biuzzi
La riapertura del ponte di Marcignana
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La riapertura del ponte di Marcignana

I 300 giorni di “isolamento” pesano («Ci siamo sentiti abbandonati») e il senso unico alternato fa paura ai commercianti

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EMPOLI. Dovevano essere 15 giorni, ne sono passati 300. Esatti. Dal 26 febbraio alle 18,50 del 23 dicembre. Il ponte di Marcignana è finalmente riaperto. Con quasi un’ora di ritardo (e di ritardi questa storia è piena) in attesa della cartellonistica (poi arrivata). E anche a metà. Perché vige il senso unico alternato regolato da un semaforo, perché i mezzi pesanti, di carico superiore ai 35 quintali, non potranno attraversarlo ad esclusione del servizio pubblico, Ma è comunque riaperto. 
 
Però per gli abitanti di Marcignana non è un regalo di Natale. Anzi, la riapertura del ponte alla Motta sembra segnata più dai dubbi che dalla soddisfazione. «Finché non viene abbattuto e rifatto – sentenzia Paolo Corsi, fotografando lo stato d’animo di quasi tutta la frazione empolese – i problemi ci saranno. Io, da pensionato, stavo meglio col ponte chiuso perché non passava più nessuno, ma di sicuro per i negozianti è stata dura».
 
Durissima, in realtà. Come racconta Simona Cappelli della panetteria e pasticceria “David & Simona”. «Dopo 10 mesi di tormenti – spiega – la riapertura è una sorta di liberazione. Però nessuno ci ridarà quello che abbiamo perso in questo periodo e vi assicuro che si parla di tanto (secondo un calcolo approssimativo dei commercianti della zona almeno il 60% degli incassi, ndr). E non nascondo che ci siamo sentiti abbandonati. Non si è visto nessuno del Comune, anche solo a informarci o a mostrarci solidarietà visto che la competenza è della Città Metropolitana. Dall’altra parte, a Cerreto Guidi, hanno avuto un’assemblea anche la scorsa settimana. Qui niente. Abbiamo saputo di rinvii e nuove date parlando con gli operai (quelli di Avr, ieri presenti in gran numero, ndr). Brindiamo alla riapertura, ma resta l’amarezza».
 
In sostanza le luci del centro sembrano lontane anni luce. E anche sul futuro ci sono tante nubi. «Tornate qui fra un mese – dice Rosy Araneo del bar Il Ponte – e vi dirò se sono contenta. Oggi non saprei, perché con il senso unico alternato si rischia di creare grande confusione. Speriamo che la segnaletica sia chiara, perché non bastano due cartelli da sagra vicino al ponte come erano stati messi la scorsa estate».
 
La paura, insomma, è quella di passare dal deserto al caos. Con il traffico che sicuramente sarà alleggerito dalla parte di Cerreto Guidi e dunque Vinci (in questi mesi costantemente intasato fino al ponte De Gasperi), ma col rischio di “spostare” il problema. «Così – dicono Serena Gasparri e Martina Morelli del circolo Arci – nessuno si fermerà comunque. E bisognerebbe fare chiarezza sul futuro del ponte e, dunque, di Marcignana. C’è un progetto per rifarlo? Resterà sempre a senso unico alternato? Chi controllerà che qualche “furbetto” non s’infili con le auto dietro ai bus (il cui passaggio sarà regolato da un apposito semaforo, tipo quello dei tram nelle città, ndr) aumentando il peso sul ponte?».
 
Più dubbi che certezze. E il brindisi con lo spumante scattato puntualmente alle riapertura, alla presenza di decine di marcignanesi, in fondo non è poi così dolce... 

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