Alcol ai minorenni Il Comune chiude il locale per 3 mesi
Il fast food vicino alla stazione era già nel mirino della polizia che aveva registrato due casi alla fine dello scorso ottobre
Stangata su un fast food vicino alla stazione ferroviaria di Empoli, reo di essere stato sorpreso per due volte dalla polizia per vendita di alcolici a minorenni.
Il Comune ha infatti emesso un'ordinanza, firmata dal dirigente Alessandro Annunziati lo scorso 19 dicembre, di chiusura per tre mesi ai danni dell'esercizio commerciale "Jassi e Jatin" dell'imprenditore indiano Jasvi Singh, al civico 11 di via Palestro. Il provvedimento fa seguito alla richiesta della questura fiorentina, emessa lo scorso 21 novembre, di chiudere per dieci giorni il punto vendita di pizza a taglio e kebab. Il municipio ha pensato però di estendere al massimo le conseguenze della legge 125 del 2001, la quale prevede periodi di chiusura dai quindici ai novanta giorni se la vendita di alcolici a minorenni viene accertata per più di una volta.
Il locale fu segnalato agli agenti del commissariato da due ragazzine che la sera del 19 ottobre, poche ore prima del dramma in cui al Jaiss perse la vita la 19enne livornese Erika Lucchesi, accusarono un malore in un parco a Sovigliana dopo aver bevuto superalcolici. Ascoltate dalla polizia una volta che si erano riprese, fu chiesto loro il luogo dove si erano approvvigionate dell'alcol, in quel caso una bottiglia di vodka. «Vanno tutti lì», avrebbero detto alla polizia in una ricostruzione dei fatti a cura del dirigente Francesco Zunino. I controlli vennero effettuati il 20 ottobre e il 31 dello stesso mese: entrambe le volte fu riscontrata la vendita di alcol senza chiedere i documenti al cliente.
Anche nella notte di Halloween, in un appostamento mirato, vennero notati un 15enne e un 16enne uscire da quel locale: uno con una bottiglia di vodka, l'altro con due birre. Quella sera scattarono denunce a carico di un 30enne e un 42enne, entrambi indiani. Il primo è il dipendente che ha venduto gli alcolici ai minorenni senza chiedere loro alcun documento di identità, il secondo è il titolare.
Fu allora che il commissariato fece la segnalazione alla questura affinché venissero presi dei provvedimenti, firmati circa venti giorni dopo dal questore Armando Nanei. E ora il nuovo stop imposto dal Comune. —
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