Sicurezza
Riapre la discoteca Ypsilon per la movida dei giovani
Giacomo Bertelli
Da lunedì 23 dicembre ogni mese una serata con attenzione al divertimento “regolato”. La proposta del consigliere regionale Scaramelli: «No alla chiusura oltre le 3»
3 MINUTI DI LETTURA
CERTALDO. Vacanze di Natale, movida e giovani. Cominciano in questi giorni i momenti di svago per tanti studenti che adesso affolleranno i locali della Valdelsa alla ricerca del divertimento, come la discoteca Ypsilon di Certaldo che domani riaprirà i battenti per una serata che si preannuncia da tutto esaurito, considerato l’ampio pubblico che interessa e l’attesa che ogni anno questo momento genera. Immaginate una serata dove all’interno della discoteca vi è un defibrillatore, telecamere all’interno e all’esterno del locale collegate con prefettura e comune, personale formato e assistito dai volontari delle associazioni del territorio e la musica che alle 3 si spegne per consentire un deflusso ad un’ora meno tardiva rispetto alle serate che da anni infiammano l’Empolese Valdelsa, dal Jaiss passando per il Kaleido arrivando fino a Certaldo alla discoteca Ypsilon. Una proposta che il consigliere regionale di Italia Viva, Stefano Scaramelli, presenterà a gennaio e che già vede un tavolo di concertazione, dove siede il certaldese, Franco Brogi, titolare del pub locale e presidente di Fiepet Toscana, federazione degli esercenti pubblici e turistici.
«Non si può tornare a casa al mattino dopo una serata in discoteca, pensando che il proprio figlio si sia svegliato alle 7 per andare a scuola e poi divertirsi. Lo si può fare una volta ma poi per arrivare all’alba alcol e droga potrebbero essere dietro l’angolo e provocare quelle morti che purtroppo avvengono con incidenti e all’interno del locale. Alle 3 un locale deve chiudere. Bisogna essere chiari e sensibilizzare sul tema» spiega lo stesso Scaramelli. L’ultimo episodio accaduto a Empoli lo scorso ottobre dove una giovane ha perso la vita in occasione di una serata al Jaiss. Da questo punto di vista che parte la sua riflessione che prenderà il nome di Safe Dance: «Sarà una proposta per salvare la vita a tanti giovani e che dovrà trovare parere favorevole istituzionale, politico e anche degli stessi soggetti gestori. Proporremo contributi ai locali che rispettano tali requisiti per l’acquisto di un defibrillatore così da poter consegnare loro un marchio, realizzato da giovani con un concorso di idee, per poterli identificare. Così anche i genitori saranno tranquilli» prosegue.
Dall’altra parte Brogi sposa in larga parte tali idee ma invita a fare molta attenzione: «Siamo d’accordo su questa proposta ma dobbiamo stare attenti perché si corre il rischio che chi non aderisce interamente al progetto possa avere un pessimo ritorno. I locali del territorio lavorano con grande professionalità e sono attrezzati. Nel 2005 – 2006 quando l’opinione pubblica pressava molto dopo i numerosi incidenti mortali del sabato sera che colpirono anche l’Empolese Valdelsa, vennero emesse leggi nazionali molto punitive. Noi vogliamo lavorare con professionalità e sicurezza, quella che già abbiamo, senza stare aperti tutta la notte, e allo stesso tempo far divertire senza timori i nostri giovani. Oggi il nostro territorio ha locali molto grandi dove, in caso dell’arrivo di un dj famoso, la serata assume la connotazione di grande evento che, per legge, impone la presenza di vigili del fuoco, soccorsi e forze dell’ordine. Qui la differenza la fa anche il gestore che può decidere se pensare ad una serata equiparabile come un grande evento, in base alla capienza del locale rispettare il limite e non spingersi oltre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
