Gioco
Leghisti disertano il consiglio, ragazzi siedono al loro posto
È accaduto per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre a Vinci. Il sindaco Torchia: «È stata una discussione che consolida la democrazia»
VINCI. L'opposizione di centrodestra non si presenta al consiglio comunale e i loro banchi vengono occupati dai componenti del consiglio comunale dei ragazzi. Succede a Vinci dove i sei consiglieri che rappresentano Lega e Forza Italia hanno deciso di non esserci lunedì sera alla seduta aperta, ospitata dalla biblioteca Leonardiana, in cui è stata conferita la cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre. Si tratta di un'iniziativa che ormai ha preso campo in una grandissima parte dei Comuni della Penisola, facente seguito agli attacchi intimidatori sul web ricevuti dalla 89enne milanese di origini ebraiche, sopravvissuta all'Olocausto. A Vinci l'unico gruppo di opposizione ha recapitato al sindaco Giuseppe Torchia, nella sua doppia veste di presidente del consiglio comunale, un testo da far leggere che motivasse la propria assenza, gridando alla "propaganda politica". La lettera non è stata letta perché - ha detto il sindaco - inviata prima alla stampa.
A capeggiare l'iniziativa del centrodestra è Alessandro Scipioni, fiorentino, segretario provinciale della Lega Nord e capogruppo dell'opposizione. Con lui anche gli altri eletti di centrodestra: Paola Morini, Manuela Landi, Cristiano Bianconi e Mariagrazia Bindi. «La nostra è una scelta a malincuore e amara - scrivono i consiglieri di opposizione - visto che siamo persone che rispettano le istituzioni, determinati assertori del fair play e del confronto politico leale. Più volte abbiamo dimostrato che non agiamo con pregiudizi ideologici e anteponiamo l'interesse di Vinci a quello personale. Questa mozione, che avevamo chiesto di poter condividere in un momento solenne per il grande rispetto verso Liliana Segre non solo quale vittima dell'infamia dei campi di concentramento ma anche quale grande donna di alto spessore umano e di alto profilo politico, si trasforma null'altro che in una pretestuosa strumentalizzazione politica, maldestra e a tratti ridicola.
Nella mozione di conferimento della cittadinanza avevamo semplicemente chiesto di togliere ogni riferimento alla commissione da lei presieduta, perché non volevamo che questo atto assumesse un taglio politico divisivo su quello che invece dovrebbe essere un atto unificante verso la persona in questione». In questo contesto ci viene messa anche la questione israeliana, accusando una parte della maggioranza di essere filopalestinese: «Una nostra mozione - concludono - chiedeva di schierarci a fianco di Israele e la maggioranza ha modificato dei riferimenti, facendo emergere una volontà di non accettare Gerusalemme come capitale dello Stato di Israele, come oltretutto gli israeliani vorrebbero e, immaginiamo, anche Liliana Segre». Sui banchi vuoti del centrodestra si sono seduti i bambini del consiglio comunale dei ragazzi. «Una discussione partecipata e bella - commenta il sindaco Torchia - che consolida quei valori costituzionali in cui la città da sempre si riconosce. Gli unici assenti sono i consiglieri di opposizione di Lega e Forza Italia». Il capogruppo del Pd, Francesco Marzocchini, dichiara che avrebbe «apprezzato, anche se non condiviso, un'astensione motivata, ma disertare la seduta è inconcepibile», mentre il consigliere regionale Enrico Sostegni, anche lui intervenuto nel corso della serata, ritiene i valori rappresentati da Liliana Segre come «non di parte, ma fondamenta di tutta la nostra comunità».
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