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Paola Castellacci alla guida della Confindustria di zona

Daniele Dei
Paola Castellacci alla guida della Confindustria di zona

Ingegnere elettronico, 45 anni, madre di due figli, è consigliere delegato  di Var Group Spa e amministratore delegato di Adiacent azienda del Gruppo Sesa

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EMPOLI. Una donna sale alla guida della sezione Empolese Valdelsa della Confindustria: è Paola Castellacci, 45 anni, consigliere delegato di Var Group Spa e amministratore delegato di Adiacent, azienda del Gruppo Sesa che si occupa di customer experience e strategia digitale. L'ingegnere elettronico, figlia del presidente del gruppo Paolo Castellacci, coniugata e madre di due figli, era fino a oggi la vice del numero uno Michele Pezza, arrivato a scadenza di mandato e da alcuni mesi trasferitosi a Trieste per un nuovo incarico avuto dalla Zignago Vetro. La nomina di Castellacci al vertice della Confindustria di zona, che conta su oltre 200 aziende per 5600 dipendenti totali, è una notizia che era nell'aria già nei giorni scorsi. Il suo nome era già presente nei quadri confindustriali da tempo: già nel 2011, per esempio, fu scelta come uno dei quattro vicepresidenti provinciali sotto la guida di Simone Bettini.

Tra i vari ruoli ricoperti quello di delegata delle relazioni istituzionali del Gruppo SeSa, oltre che, dal 2014 a oggi, di membro della giunta della Camera di Commercio di Firenze con delega all’industria. Castellacci ieri pomeriggio, nell'assemblea territoriale di Confindustria, ha ottenuto la nomina a voti unanimi. «La mia nomina – sono state le prime parole della neopresidente – è prima di tutto una scelta condivisa fra tutte le imprese della sezione. Crediamo in una cultura di fare impresa basata su due caratteristiche fondamentali: lavorare su obiettivi comuni e farlo compatti e decisi nella rappresentanza. Il mio programma parte da ciò che Michele Pezza aveva tracciato: l’approfondimento dei punti delineati nel nostro patto di sviluppo territoriale». I punti di mandato principali dichiarati nel primo discorso di Castellacci sono stati tre: scuole e formazione, sostenibilità e le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’industria 4.0. Su quest'ultimo punto l'ingegnere avrà sicuramente da dire la sua, vista la sua esperienza pluriennale nel settore. Ne aggiungiamo un quarto: la parità di genere. Mai i vertici locali di Confindustria sono stati così “rosa” considerata la scelta, come vicepresidente, di Barbara Antonini dell'omonima azienda di meccanica. Numerosi i nomi presenti nel rinnovato consiglio direttivo: Marco Bagnoli (Sammontana), Raffaele Berni (Berni), Domenico Buglione (Azadora), Antonella Capaccioli (Mac Autoadesivi), Mario Cerofolini (Cerofolini), Giacomo Fioravanti (Fratelli Borgioli), Leonardo Gestri (Zignago Vetro), Franco Iorio (Timenet), Francesco Lapi (Lapi Gelatine), Francesca Marzi (Magis), Azzurra Morelli (Pellemoda), Andrea Mortini (Consilium Italy), Mario Pedrazzini (Biokimica), Sergio Pregliasco (Vetro Revet), Bartolomeo Ruggiero (Twin Disc), Alberto Stancari (Esa Professional), Giovanni Taccetti (Taccetti), Stefano Tana (Cabel Industry), Simone Terreni (Voip Voice). I candidati delegati per il Comitato della Piccola Industria sono Simone Campinoti (Ceam Control Equipment) ed Enrico Ammirati (Tinghi Motors), con invitato permanente Thodossia Tziveli (Bodies Furs). —

Daniele Dei



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