Italia
Ospitata al Senato Gloria Noto la tata dei piccoli pazienti
Da anni la 33enne di Monterappoli fa tappa tra gli ospedali della Toscana in abiti da clown per portare gioia e sorrisi ai bambini ricoverati in pediatria
EMPOLI. Porta magia e sorrisi negli ospedali per far sentire a loro agio i bambini e ridare speranza. Lo fa da tre anni e adesso la sua esperienza è stata portata anche in rassegna all'attenzione del Senato della Repubblica, che ha ospitato il suo intervento nel corso di una conferenza dedicata al volontariato ospedaliero pediatrico. Gloria Noto ha 33 anni ed è di Monterappoli, frazione di Empoli. Per conto della cooperativa “Chez nous le cirque” di Cascina gira tra gli ospedali di Massa, Pisa, Lucca e Pontedera con un naso rosso e abiti bizzarri, entrando nelle pediatrie e incontrando tanti bambini costretti talvolta a combattere contro malattie che non lasciano scampo. Venerdì scorso a Palazzo Madama a Roma Gloria era tra gli ospiti di un evento che vedeva come protagonista Caterina Bellandi, la tassista fiorentina di origini pratesi che con il suo “Milano 25” accompagna gratuitamente i bambini malati e le loro famiglie all'ospedale pediatrico Meyer. L'evento, ospitato nella sala “Caduti di Nassiriya”, ha coinvolto tra gli altri le senatrici Paola Binetti dell'Udc e Maria Domenica Castellone del Movimento 5 Stelle oltre alla giornalista del Tg2 Silvia Vaccarezza. «Sono stata invitata dalla senatrice Castellone – racconta Gloria – tempo fa l'avevo aggiunta tra i contatti di Facebook e lei deve aver notato le foto della mia attività. Per questo motivo mi ha contatta invitandomi a questo convegno dedicato al volontariato partendo dall'esperienza di “Zia Caterina”». Gloria a Palazzo Madama ha spiegato che la sua è una professione. «Sono un clown dottore – ha spiegato nella sua relazione – questo lavoro sta aspettando di essere riconosciuto a livello professionale anche in Italia. Lo si può praticare anche come volontariato: basta che alla base ci sia una formazione salda, costante e permanente. Intervenendo in un contesto di cura non ci si può permettere l'errore e l'empatia deve essere sempre al massimo». In passato Gloria aveva portato la sua clown terapia anche nella pediatria dell'ospedale “San Giuseppe” di Empoli. «La nostra attività – ha spiegato la 33enne empolese – si svolge in stretta sinergia con quella dei medici. Quando loro fanno le visite al mattino, la nostra idea è quella di fare un “controgiro”. Se i dottori infatti curano la parte malata, noi clown lavoriamo sull'umorismo, rafforzando la parte sana». Ecco dunque che il clown dottore per esempio tira fuori una pallina cui il bambino soffia e crede di averla fatta sparire. «Questo è un modo per dare fiducia – spiega Gloria Noto – nel contrasto al male e al dolore. Al termine della visita si lascia sempre un palloncino come speranza che quella magia possa ripetersi e arrivare una guarigione». Infine un aneddoto: «Ho ritrovato una bambina fuori dall'ospedale dopo un po' di tempo che è guarita – ha raccontato Gloria in Senato – e mi ha detto: “Grazie, perché ogni volta che entravi nella mia stanza, io guarivo». —
Daniele Dei
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