Il Tirreno

Empoli

montelupo: OMICIDIO STRADALE 

Pedone ucciso, denunciato il conducente

Daniele Dei
Pedone ucciso, denunciato il conducente

È un pratese di 46 anni. I carabinieri hanno accertato che aveva bevuto alcol prima di mettersi alla guida

3 MINUTI DI LETTURA





MONTELUPO. Aveva bevuto alcolici prima di mettersi alla guida: non grandi quantità ma abbastanza, per la legge, per andare sopra il limite consentito e far scattare la denuncia per omicidio stradale. Ecco quindi che i carabinieri hanno notificato il provvedimento al 46enne di Prato, alla guida di un Fiat Fiorino, che venerdì sera alle 21 ha colpito a morte un pedone sulla statale 67 Tosco Romagnola alle porte di Samminiatello, nel comune di Montelupo Fiorentino.

La vittima, Adnad Arshad, pachistano di 25 anni, nel pomeriggio era a Empoli assieme a un connazionale. Insieme hanno preso un mezzo pubblico fino a Montelupo, poi si sono incamminati verso il centro di accoglienza straordinaria di Camaioni, situato in località San Vito e che ospita 15 persone tra africani e pakistani, i quali rappresentano la metà della capienza. I due erano a piedi nel senso contrario di marcia delle auto, il furgone veniva da Camaioni verso Montelupo e ha colpito Adnan sotto gli occhi dell'amico che si trovava indietro a cinque metri di distanza.

Il conducente si era subito fermato e aveva chiamato i soccorsi. È risultato positivo all'alcol test per un valore di pochissimo sopra il mezzo grammo per litro, quanto sufficiente per aggravare il reato di accusa. La salma si trova adesso alla medicina legale di Careggi a Firenze a disposizione del pm Leopoldo De Gregorio e sulla quale dovrebbero essere fatti accertamenti autoptici. Intanto è stata ricostruita la storia di questo giovane, arrivato in Italia a ottobre 2018 dalla Germania, ospite fino a luglio scorso di un centro di accoglienza a Rufina e da allora affidato al Cas di Camaioni: aveva in corso la domanda di richiesta di asilo e attendeva di essere convocato dalla commissione.

I suoi genitori vivono in Pakistan, mentre un fratello si trova attualmente in Grecia. In Italia vive un cugino della vittima: il parente si è messo in contatto con il centro di accoglienza di Camaioni telefonicamente nella giornata di ieri. L'uomo, che vive a Cantù, in provincia di Como, ha fatto sapere di avere intenzione di venire in Toscana per seguire la vicenda per conto dei suoi familiari lontani.

I ragazzi pachistani che vivono a San Vito occupando uno dei due piani su cui si sviluppa il Cas, hanno manifestato la volontà di far rientrare in patria il corpo del ragazzo. Adesso si dovranno comunque attendere le decisioni del magistrato fiorentino e avviare, una volta disposto il nulla osta, le pratiche affinché possano essere celebrate le esequie nel Paese asiatico. Intanto i carabinieri proseguono la loro attività: in seguito ai rilievi del sinistro è stato posto sotto sequestro il furgone su cui verranno effettuati ulteriori accertamenti per chiarire altri eventuali motivi che hanno portato a questa tragica morte.

Daniele Dei

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web