Il Tirreno

Empoli

Dopo 42 anni 

“Grazia Tessuti” ha abbassato la serranda

Daniele Dei
Enrico Battistini titolare del negozio Grazia Tessuti (foto Sestini)
◗
Enrico Battistini titolare del negozio Grazia Tessuti (foto Sestini)

Empoli, il titolare: «Costretto a chiudere da tasse spaventose,  da incassi che sono diminuiti e dalla concorrenza online»

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Nel giorno in cui si accendono le luci del Natale di Empoli, nel centro storico si spengono quelle di un negozio che dopo quasi 42 anni di attività chiude i battenti. Troppo forte la stretta del commercio online e delle imposte per Enrico Battistini, 52 anni di Lamporecchio, che dice basta e abbassa le serrande di “Grazia Tessuti”, attività di via Salvagnoli aperta dal 1978 e punto di riferimento per questa tipologia merceologica.. Oggi, sabato 30, sarà l'ultimo giorno di apertura e di svendita prodotti, che riguardano anche l'oggettistica e il piccolo mobilio. La decisione, spiega il titolare, era stata presa lo scorso luglio, con molto rammarico.

«Mi hanno costretto a chiudere – spiega l'esercente – lo Stato mette delle tasse spaventose e ammazza chi ha una partita Iva. Dovevo prendere prima questa decisione, quando vedevo che le cose non andavano come dicevo io. Gli incassi sono diminuiti, le spese tra banche, Alia, Comune e Stato sono diventate insostenibili. Una licenza che all'epoca valeva ben 500 milioni di lire oggi è diventata carta straccia». Battistini, che iniziò lavorando come esercente ai mercati settimanali, entrò nell'attività nel 1986: il negozio infatti era stato avviato da Igisto Cianchi, conosciuto in città anche per essere stato proprietario del negozio di abbigliamento “Semaforo Rosso” di via Tinto da Battifolle.

«Fino al 2006 è stata socia Grazia Cioni – racconta Battistini – poi ho portato avanti l'attività da solo fino a oggi. Il negozio delle origini vendeva tessuti a peso, poi è cambiato con i tempi. L'epoca di oggi spinge invece molto sulla globalizzazione e sugli acquisti web. Anche i tessuti le persone li comprano su internet e tu, esercizio di vicinato, sei costretto a morire. Purtroppo a livello di indirizzo economico si preferisce aprire grandi centri commerciali invece di aiutare tutte quelle partite Iva che reggono il sistema Italia. Se non hai un grosso giro di affari, devi tirare giù bandone, per forza. Io mi ero dato due anni per valutare possibili scenari di ripresa, non vedendoli ho preso questa scelta».

Nessuno, purtroppo, se l'è sentita di prendere in gestione il negozio, nonostante, fa sapere il suo titolare, che da circa sei anni era stato messo in vendita. «Non è un'attività semplice – spiega – rispetto ad altre qui vicino ha una certa specificità: di tessuti bisogna intendersene per venderli. Poi quando uno viene a sapere che pago 520 euro di tariffa per i rifiuti ogni tre mesi per un fondo commerciale di 85 metri quadri...».

Battistini, con 39 anni di esperienza, adesso cosa farà? «Mi dovrò cercare un nuovo lavoro – spiega – in questo negozio ho messo anima, cuore e tanti soldi. È da luglio che consegno curricula alla grande distribuzione, nelle aziende del Terrafino, nelle catene commerciali. Da allora ho fatto un solo colloquio. Mi devo rimettere in gioco per colmare quei dieci anni di contributi verso il pensionamento».

Insomma, una storia triste nel giorno in cui inizia il Natale empolese: «Il problema di questa città – conclude l'imprenditore lamporecchiano – è che non puoi basare il commercio del centro storico su un mese. Gli addobbi sono belli, ma solo in questo periodo e poi bisogna vedere se la gente che viene effettivamente spenderà. Piuttosto, un artigiano lo si aiuta abbassandogli le tasse del 40%, dando incentivi per investire a Empoli e ottenere fondi commerciali a canoni agevolati». —

Daniele Dei
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa