Sicurezza
Autoscala, sirene e lacrime per l’addio al vigile del fuoco
Tanta gente e tanta commozione per il capo distaccamento di Empoli e Petrazzi Il ricordo dei colleghi: «Era mite e generoso, resterà per sempre con noi»
CERTALDO. L’autoscala e il suono della sirene ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Com’era giusto. Doveroso. Perché lui, Roberto Falagiani, nel corpo dei vigili ha trascorso più della mettà della sua vita.
Una terribile malattia l’ha spezzata a 56 anni, ma dal 1987 Falagiani era, orgogliosamente, un pompiere. E a decine, ieri pomeriggio, lo hanno salutato nella chiesa di San Tommaso Apostolo, a Certaldo, dove è stato celebrato il suo funerale.
In divisa, in borghese, tutti visibilmente commossi. Toccati. «Roberto era uno di noi – raccontano gli uomini del distaccamento di Empoli – è con noi resterà sempre». Ci era rimasto anche dopo che la malattia lo aveva colpito. Diventando capo dei distaccamenti di Empoli e di Petrazzi.
Dove era conosciuto e apprezzato. «Finiamo per passare molto tempo insieme – spiegano ancora gli uomini della caserma del Terrafino – condividendo tante esperienze. Oltretutto Roberto aveva un carattere mite, socievole. Impossibile non andare d’accordo con lui».
Impossibile non apprezzarlo per i familiari (lascia una figlia) e per chi lo ha conosciuto. La generosità come marchio di fabbrica, accertato dalla vita spesa al servizio degli altri e della sua voglia di essere vigile del fuoco anche nei momenti in cui non indossava la divisa.
Come è stato rimarcato in chiesa, durante l’omelia. Come si capisce anche una veloce occhiata alla sua pagine Facebook dove non mancano i riferimenti ai problemi del corpo e alle sue azioni eroiche.
Se ne va un pompiere, insomma. E quella sirena che suona nel cielo di Certaldo, quell’autoscala che ne attraversa le strade con il feretro appoggiato sopra, stavolta sembrano davvero un pugno nello stomaco. Fanno male, fanno male a tutti. —
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