Sicurezza
La Casa del popolo festeggia sessant’anni
Casenuove: sei decenni di resistenza sociale grazie ai volontari. La sindaca di Empoli: "Un onore poter stare dalla vostra parte"
EMPOLI. «Sessant’anni di Casa del popolo di Casenuove. La differenza tra una periferia e una frazione la fanno i luoghi dove la comunità può continuare a riunirsi e riconoscersi. Volontariato, responsabilità e voglia di guardare avanti sono gli ingredienti di un tempo così lungo. Un onore poter stare dalla vostra parte».
Lo ha scritto la sindaca Brenda Barnini commentando la festa organizzata domenica per festeggiare l’importante anniversario. All’iniziativa hanno partecipato anche il senatore Dario Parrini, il consigliere regionale Enrico Sostegni, l’assessore regionale Vittorio Bugli, vari amministratori comunali.
Era il 1959 quando un manipolo di volenterosi, tra muratori, idraulici, imbianchini e falegnami, posò l’ultima pietra della Casa del popolo di Casenuove, vivace frazione alle porte di Empoli, su un terreno che era stato donato da privati. Succedeva così in quegli anni, grazie all’iniziativa collegiale nascevano tante case del popolo e centri sociali. E domenica scorsa, dome detto, la Casa del popolo di Casenuove ha festeggiato un traguardo storico: 60 anni di apertura, 60 anni di resistenza sociale, la potremmo chiamare così. E per questo anniversario è tornata anche l’Edera, come si chiamava il salone da ballo più famoso degli anni ’60. «Abbiamo deciso di rimettere l’edera nel salone da dove mancava da un po’ di anni - ha spiegato il presidente della Casa del popolo, Varisse Galli - per noi è come tornare indietro nel tempo, ma anche uno stimolo per proseguire e passare il testimone ai più giovani».
Il consiglio del circolo è così composto: Vasco Pacini, Gabriele Ninci, Katia Arfaioli, Varisse Galli, Roberto Nannetti, Claudio Ninci, Antonio Fiscella, Silvia Santini, Elena Tosi, Antonella Spini, Sauro Buonamoci, Antonio Menafra, Paolo Gambacciani.
Dalla Casa del popolo di Casenuove sono passati anche Mike Bongiorno, che vi presentò un concorso canoro, e tanti cantanti famosi che hanno animato le serate danzanti empolesi. Ma soprattutto la Casa del popolo è da sempre punto di riferimento sociale e politico. Sono infatti molti i politici che son stati ospiti delle sue stanze, uno su tutti Walter Veltroni che arrivò qui da segretario del Partito democratico e vi è tornato per presentare uno dei suoi libri.
«Sessant’anni lunghi e a volte complicati - spiegano i volontari - perché mandare avanti queste realtà non è semplice. Ci si affida al volontariato, vero motore vibrante di questo luogo. Ci sono il bar, la pizzeria, il biliardo, sale polivalenti, i mercatini, le cene sociali, la sede del circolo del Partito democratico e infine la famosa sagra del bombolone, tappa irrinunciabile del folto popolo di golosi e non solo. Tutte queste iniziative sono promosse e portate avanti da noi volontari con lo scopo di mantenere in vita la Casa del popolo, perché perderla significherebbe togliere un punto di riferimento e un presidio sociale prezioso per tutta la frazione».
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