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Castelfiorentino 

Annita Garibaldi nella villa dove dormì il suo bisnonno

Giacomo Bertelli
Annita Garibaldi nella villa dove dormì il suo bisnonno

In tanti hanno visitato la storica dimora dove l’Eroe dei due Mondi si fermò nella notte tra il 7 e l’8 agosto del 1867. Convegno con storici ed esperti

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castelfiorentino. Una visita da segnare per sempre nella storia di Castelfiorentino, nella frazione di Petrazzi, dove è arrivata in visita Annita Garibaldi Jallet, figlia di Sante, nipote in linea diretta di Giuseppe Garibaldi, l'Eroe dei due Mondi, l'uomo dell'Unità d'Italia.

La visita alla casa museo Villa Giannini che sabato scorso ha visto l'apertura al pubblico e un convegno che ha richiamato l'attenzione di centinaia di persone che hanno visitato con silenzio, rispetto e stupore, questo gioiello incastonato in Valdelsa. Annita è più che mai emozionata, perché sa di trovarsi di fronte ad un luogo dove Giuseppe Garibaldi ha dormito tra il 7 e l’8 agosto 1867. Una visita a tutto tondo nei piani della villa, a pochi passi dalla frazione castellana, accanto nella chiesa, in un luogo quasi protetto e nascosto dal caos cittadino. E quando Annita è arrivata nella stanza dove il suo bisnonno ha riposato si è avvicinata al letto con grande rispetto, pronunciando una battuta: «Non vorrei svegliarlo».

Nessuno ha svegliato Garibaldi perché in questo luogo il tempo si è fermato, tutto è rimasto come allora, lungo due piani che custodiscono cimeli, ritratti, bandiere ed oggetti che fanno di questa villa un tesoro delle case della memoria che potrebbe adesso rappresentare un ponte diretto più che mai con Annita, stupita e molto contenta di vedere un ricordo vivo e più che mai pronto alle visite dei cittadini. La villa, situata in via Darwin, si è fermata all'Ottocento ed oggi è tuttora lì, quando in passato, come spiegato dalla proprietà, era in procinto di diventare un albergo.

All'ingresso si nota subito quel pezzo di carta che rappresenta la storia a tutti gli effetti che lega Garibaldi a Castelfiorentino: una lettera scritta il 6 giugno 1876 dall'isola di Caprera quando l’Eroe dei due Mondi decise di ringraziare gli amici della Valdelsa per le 246 lire, raccolte dagli abitanti del luogo e destinate alla sua persona. Un documento che rappresenta più che mai questo ricordo vivo e impresso nella memoria che è custodito con amore e attenzione dalla famiglia Tinti Fabiani che ha rilevato questo angolo di storia a fine Ottocento da Tommaso Giannini. Oggi Leonardo Fabiani, attuale proprietario, ha spiegato in ogni dettaglio ad Annita Garibaldi la vita di questa villa. Un appuntamento a cui ha partecipato con grande interesse la comunità e tante persone che hanno deciso di toccare con mano questa straordinaria occasione, mentre in una sala, destinata a pochi intimi, si è tenuto un convegno con gli interventi di Adriano Rigoli, presidente dell'associazione nazionale Case della Memoria. Assieme a lui il sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani e tanti altri ospiti come il professor Massimo Tosi, volti che sul territorio da sempre inseguono e raccontano la storia. Tanti interventi, come quello di Alessandro Spinelli, fra gli organizzatori della giornata. Uno spunto anche da Saverio Bardi, certaldese e profondo conoscitore della storia locale, che ha proposto di ricollocare la targa marmorea in via Borgo Garibaldi 66 a Certaldo, dove l'Eroe dei due Mondi ha soggiornato. Gli aspetti storici sono stati affrontati da Romanello Cantini e Francesca Allegri. —

Giacomo Bertelli

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