Sicurezza
Centro storico allagato, una cascata di denaro perché non accada più
Il presidente della Regione avverte che «la sicurezza assoluta non esiste», ma bisogna lavorare per ridurre il rischio: coi soldi della Regione e dello Stato
empoli. Che cosa bisogna fare perché non accada di nuovo? Perché in caso di piogge eccezionali come quella dello scorso fine settimana il centro di Empoli non finisca sott’acqua? Sono queste le domande al centro dell’incontro degli amministratori empolesi col presidente della Regione Enrico Rossi, venuto a rendersi conto di quello che era successo.
La risposta, brutalmente, è che «la sicurezza assoluta non esiste», come ha detto Rossi, ma si può e si deve ridurre il rischio. E per ridurre il rischio è in arrivo una cascata di denaro. Cento milioni di euro all’anno. Sono quelli contenuti in una delibera che Rossi ha promesso di portare in consiglio regionale entro la fine dell’anno, un piano quinquennale di interventi sul rischio idrogeologico, dopo quelli già spesi negli anni scorsi. Per quanto riguarda Empoli si è parlato anche del possibile finanziamento (800mila euro) per l’allargamento del Rio Vitiana, quello che ha provocato gli allagamenti ad Avane e Riottoli. I lavori verrebbero eseguiti dal Consorzio di bonifica.
Questo per il futuro. Per quanto riguarda il recente passato, invece, i soldi potrebbero arrivare dallo Stato se verrà riconosciuto lo stato di calamità nazionale, richiesto dalla Regione. Sono i soldi che serviranno a risarcire chi ha subìto danni tra sabato e domenica, a Empoli e in Valdelsa. «Io non sono uno di quei presidenti di Regione che “chiagnono e fottono” - ha detto Rossi - Quando facciamo delle richieste a Roma, sanno che siamo gente seria». La prossima settimana arriveranno in Toscana gli ispettori della Protezione civile per controllare. Secondo Rossi ci vorrà un mesetto per avere una risposta.
In prospettiva, sono due le parole chiave: fotografie e fatture. Chi ha subìto un danno deve essere in grado di provarlo, appunto, con le foto dei luoghi e le fatture dei lavori fatti per le riparazioni. Senza queste due cose non vedrà un euro, Rossi è stato molto chiaro sul punto.
Quanto alla dinamica di quello che è successo domenica, in Comune ribadiscono la ricostruzione fatta nelle prime ore. All’altezza di Empoli stava passando l’ondata di piena dell’Arno, per questo è stato deciso di chiudere le cateratte, sia all’altezza di piazza Matteotti, dove sbocca il collettore principale della città, sia ad Avane. In piazza Matteotti c’è stato un problema nella chiusura della cateratta più interna, ma l’assessore Adolfo Bellucci assicura che è stato risolto in tempi brevi (non alle 17, come sostiene la Lega) e il flusso di acqua è stato bloccato. L’acqua che ha ristagnato in centro, ribadiscono in Comune, è quella del reticolo idrico sovraccarico, raccolta dal sistema fognario e impossibilitata a essere scaricata in Arno.
Si torna alla domanda iniziale. Che fare per evitare che accada di nuovo, visto che le piogge eccezionali arriveranno con una frequenza maggiore del passato? Un altro punto sul quale intervenire sono le casse di espansione di Fibbiana, progetto finanziato dalla Regione nel lontano 2001 e non ancora finito. L’ex sindaco e assessore regionale Vittorio Bugli ha fatto un sopralluogo ieri a Fibbiana insieme al sindaco di Montelupo e ha annunciato la convocazione per la prossima settimana di un incontro con la città Metropolitana. Obiettivo: finire i lavori nel 2020. —
Paolo Nencioni
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