Il Tirreno

Empoli

Negozi del centro invasi da acqua e fango: «Nessuno ci ha aiutato»

Daniele Dei
Pulizie in un negozio del centro storico invaso dal fango (foto Carlo Sestini)
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Pulizie in un negozio del centro storico invaso dal fango (foto Carlo Sestini)

Empoli, dopo la domenica nera per gli allagamenti è il momento delle proteste Lo sfogo dei commercianti: «Le idrovore sono arrivate dopo sei ore»

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EMPOLI. Qualcuno ha rivisto figurarsi una situazione da “Angeli del fango” in una domenica di novembre che si è trasformata in un inferno per decine di commercianti e molte famiglie che vivono nel centro storico di Empoli. Il giorno dopo che l'acqua è uscita dal reticolo idraulico invadendo il piano calpestabile ed entrando negli edifici, piazza Farinata degli Uberti rimane coperta dalla melma. Fango che ha invaso i negozi assieme a centinaia di litri di acqua, devastandoli. Margherita Cavalca, titolare della libreria “Cuentame”, racconta quei momenti: «Erano circa le 15.30 – spiega – mio padre Angelo è venuto di corsa, il divano galleggiava. L'acqua arrivava al ginocchio. Nel frattempo la protezione civile mi aveva fatto uscire dalla mia casa, sull'argine dell'Arno a Spicchio, perché in pericolo. Siamo arrivati appena in tempo prima che l'acqua salisse ulteriormente. Nell'ultima stanza abbiamo messo i sacchi lasciati qui dalla protezione civile e abbiamo salvato la maggior parte dei libri».

«Ci stiamo avvicinando al Natale – conclude – e in più avevamo ospitato varie presentazioni di libri, per cui avevo molte cose in deposito. Sono due giorni che piangiamo. Anche se dovessimo ripristinare tutto velocemente, perderemo una bella fetta di questo mese». Danni anche alla pizzeria “Zio Peppino”, praticamente accanto: «C'erano venti centimetri di acqua – racconta Giuseppe Paldino – e tutto pieno di fango. Macchinari come la lavastoviglie e la lavabicchieri si sono danneggiati. Già dalla mattina alle 10 era impossibile lavorare, poi l'acqua si è ulteriormente alzata. Purtroppo le idrovore sono arrivate solo alle 18, quando tutti ormai avevano subìto danni. Non è solo un fenomeno naturale, anche gli aiuti sono arrivati in ritardo».

Non è messa bene nemmeno via Marchetti, dove si trova la pasticceria “Chocolat”: «L'acqua era a trenta centimetri – spiega Maria Stella Macchi – tutto ciò che era in vetrina è irrecuperabile. Siamo stati fino alle due e mezzo del mattino con la protezione civile a togliere fango. Stiamo cercando di spostare e salvare il più possibile. Il motore del frigo è pieno di melma, è saltata la corrente elettrica, i bagni sono allagati. Anche la pedana dietro il bancone è intrisa di acqua.

«Ho creato una barricata di fortuna, tirando via l'acqua con una pompa e a mano – è la testimonianza di Daniela Lacerra del negozio “L'Erbolario” di via del Giglio – il parquet aveva fatto filtrare tutto fino al magazzino sotterraneo. Sono stata lì dalle 13 alle 22 di domenica: non ho visto nessuno di protezione civile e polizia municipale, nessuno ci ha portato i sacchi. Mi hanno aiutato il mio fidanzato e il proprietario del fondo commerciale. Se al mattino qualcuno ci avesse avvertito tempestivamente, ci saremmo attrezzati diversamente. Le idrovore sono arrivate sei ore dopo che l'acqua aveva invaso il centro».

È andata meglio invece per alcune attività in via Giuseppe Del Papa, come il Bar Leontina: «Eravamo in piazza in apprensione – racconta Antonio Sabatino – in attesa che succedesse qualcosa. Da noi l'acqua non è arrivata, ci siamo salvati perché dipendiamo da un reticolo fognario diverso».
 

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