L’Arno in piena spinge l’acqua in centro e piazza dei Leoni diventa una piscina
La pressione del fiume ha impedito il deflusso delle acque. I sindaci: «Andate ai piani alti oppure abbandonate le case»
empoli. Effetto Venezia nel cuore di Empoli. Nei giorni in cui il mondo è in ansia la città in riva alla laguna, piazza Farinata degli Uberti e le vie limitrofe ieri hanno subìto la stessa sorte. Non per colpa delle maree, ma delle eccezionali piogge della scorsa notte, che hanno gonfiato l’Arno impedendogli di ricevere le acque dal collettore fognario all’altezza di piazza Matteotti. Al contrario, la pressione del fiume ha spinto l’acqua verso il centro, inondando quella che per gli empolesi è piazza dei Leoni, via degli Giglio, via Marchetti, via Chiara. Acqua alta fino al ginocchio, scene mai viste prima, acqua negli scantinati e nei negozi, danni ancora difficili da calcolare. Perché proprio lì? Perché lì «fa buca», come ha sintetizzato efficacemente un operaio del Comune in piazza Matteotti.
Quando si è sparsa la voce e centinaia di persone sono andate a vedere che cosa era successo, si sono trovate di fronte a una situazione surreale. Una città praticamente asciutta con una piscina in mezzo al centro storico. Hanno fatto la fila per fare le foto, mentre il sindaco Brenda Barnini, che dalle prime ore del mattino era in giro per controllare la situazione, insieme ai tecnici della protezione civile, dal suo profilo Facebook esortava alla compostezza in un momento difficile: «Siamo ancora in giro, segnalatemi situazioni critiche. Però state a casa, non andate a fare turismo sugli argini! Non è possibile vedere la gente a fare le foto al fiume!». Parole al vento. In una situazione del genere era inevitabile che gli empolesi, dopo aver osservato la piscina di piazza dei Leoni, si riversassero in massa sulle spallette dell’Arno a veder passare l’ondata di piena che ha proccupato non poco chi abita vicino agli argini e gli stessi sindaci. Il primo a lanciare l’allarme è stato quello di Cerreto Guidi, Simona Rossetti, che ieri mattina ha scritto ai residenti: «Chi non può spostarsi nei piani superiori è invitato ad abbandonare la propria abitazione». Subito seguita da quello di Vinci: «Il colmo (della piena, ndr) transiterà nel primo pomeriggio e potrebbe determinare situazione di forti criticità. Pertanto si consiglia vivamente i cittadini, che risiedono nei pressi del fiume Arno, in particolare Spicchio, Sovigliana e Petroio, di non soggiornare nei locali seminterrati e piano strada e di spostarsi ai piani superiori; non usare l’ascensore; in caso di allagamento chiudere le utenze del gas e dell'impianto elettrico. Inoltre si invitano i cittadini che abitano lungo l'Arno o nei pressi, di spostare le auto in zone sicure». Molti hanno seguito il consiglio mettendo al sicuro almeno le auto.
L’altro punto critico è stata la frazione di Avane, dove l’acqua in strada ha raggiunto i 45 centimetri di altezza, soprattutto in via Lari e in via della Motta, che sono state chiuse al traffico. Anche qui il problema è stato provocato dal fatto che la pressione dell’Arno ha impedito il regolare deflusso delle acque, che così si sono riversate nell’abitato.
Passata l’emergenza, oggi si comincerà la conta dei danni, che sono ingenti. —
Paolo Nencioni
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