Il Tirreno

Empoli

botte alla stazione 

Avance alla moglie di un passante: finisce a cazzotti

D.D.
Avance alla moglie di un passante: finisce a cazzotti

Per separare il 49enne romeno ferito nell’onore e il troppo audace 39enne marocchino  sono dovuti intervenire la Volante e la polizia ferroviaria

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EMPOLI. Finisce a botte il tentativo di un 34enne marocchino di fare delle avance a una donna il cui marito, evidentemente, non ha gradito. La violenta lite è scoppiata nella serata di sabato scorso in piazza Don Minzoni, a due passi dalla stazione di Empoli. Protagonista, oltre al nordafricano, anche un 49enne di origini romene. La scazzottata è stata notata da alcune persone, le quali hanno immediatamente chiamato il commissariato.

La polizia è intervenuta con una pattuglia della Squadra volanti, trovando i due litiganti che se la stavano ancora dando di santa ragione. Erano talmente infervorati che separarli è stata una vera impresa. Tanto che gli agenti del commissariato hanno dovuto chiedere aiuto ai collegi della polizia ferroviaria affinché, intervenendo in forza, i due potessero essere divisi.

A quel punto è scattata l’identificazione dei due contendenti, nonché la ricerca dei motivi indagini che avevano portato alla pubblica scazzottata. Secondo il racconto del 49enne romeno, lui e sua moglie stavano passeggiando in piazza quando il marocchino si era avvicinato alla donna per farle delle avance. Per il consorte difendere l’onore della moglie era atto dovuto, ed è qui che è partita la zuffa, con lei che, a distanza, ha seguito tutta la scena.

Alla fine, i due contendenti, pur avendo riportato varie contusioni, hanno preferito non ricorrere alle cure mediche, né sporgere reciproca querela per i fatti avvenuti. Un risvolto penale però la vicenda l’ha avuta e a rimetterci è stato il magrebino: dal controllo dei suoi documenti è emerso che si trovava in Italia senza alcun permesso di soggiorno. A quel punto è stato portato al commissariato di piazza Gramsci per essere identificato. Si è beccato una denuncia perché non in regola con la normativa vigente sugli stranieri. —

D.D.

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