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Ponte chiuso, proteste a Marcignana «La sindaca Barnini non si è più vista»

Daniele Dei

Pesa l’incertezza sulla data della riapertura (29 novembre?) mentre i cittadini continuano a subire disagi, a partire dalle file

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Poca voglia di parlare, ma tanti interrogativi: il ponte sull'Arno riaprirà davvero entro il 29 novembre, come è venuto a profilarsi a seguito delle prove di carico? Se lo chiedono le persone della frazione empolese di Marcignana che da febbraio ormai sono “ostaggio” dell'interruzione al traffico sul viadotto della strada provinciale Pisana per Fucecchio, dovuta a problemi di staticità e un lungo lavoro di manutenzione. Per migliaia di persone ogni giorno andare da un lato all'altro del fiume diventa un'agonia di code e traffico. Se tanti residenti preferiscono non sbilanciarsi, i commercianti sono sul piede di guerra.

«Il sindaco Brenda Barnini non si è fatta più vedere – dice Simona Cappelli del forno che si trova a due passi dal ponte – le notizie invece che averle da lei le apprendiamo dal giornale. Anche gli addetti del cantiere, che passano sempre di qui, ci forniscono notizie ma non compete a loro. Dalle elezioni la prima cittadina non si è più vista. Essendo eletta alla Città Metropolitana, saprà sicuramente tante cose. E invece, nemmeno un'assemblea pubblica. Ci sono state tante promesse, chissà se riaprirà in questo mese».

Rosy Araneo gestisce il bar accanto ed è sulla stessa lunghezza d'onda: «La gente viene a chiedere a me quando riapre il ponte, figuriamoci. Mi è dispiaciuto tanto il fatto che il sindaco di Empoli sia venuto qui solo una mezza volta quando aprirono il cantiere. Tutti i giorni la si legge sui social, la si vede durante le inaugurazioni, viene dato risalto alle cose che fanno comodo a loro e qui lasciano tutto com'è. Una riapertura, anche con senso unico alternato come si vocifera, sarebbe meglio di nulla. Le vendite potrebbero riprendere alla pari del traffico. L'apertura del passaggio la gente lo aspetta a gloria. La chiusura ha portato disagi non indifferenti a livello familiare, organizzativo e lavorativo».

Uliviero Fusi è un pensionato di Ponte a Elsa che frequenta Marcignana: «Vado al bar a Bassamarea, due volte al giorno. A me questo ponte mi sarà costato mille euro di benzina. Alcuni giorni, all’una e mezza, per andare dall'altra parte mi ci vuole mezz'ora, trovo fila già al sottopassaggio della rotonda della superstrada».

«Per fortuna lavoro a San Miniato – spiega Laura Pucci, una residente – ma il disagio lo avverto anche io. La mia estetista è a Fucecchio, per andarci devo fare il giro da San Pierino, ma c'è sempre fila. Il pane lo andavo a prendere a Bassa, prima si poteva passare in bicicletta e ora nemmeno quello. Riapertura nel corso del mese? Io non mi fido».

Intanto del ponte di Marcignana si parlerà stasera sull'altra sponda del fiume. Al consiglio comunale di Cerreto Guidi, convocato alle 18, all'ordine del giorno c'è anche una mozione del Centrodestra per chiedere al sindaco Simona Rossetti di avere notizie in merito al cantiere e alla riapertura al transito veicolare del ponte. —

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