Finanza
Il monumento ai caduti divide centrodestra e Anpi
Fratelli d’Italia accusa il Comune di incuria e annuncia una contromanifestazione Il sindaco Falorni: «La riqualificazione è già prevista nell’appalto del piazzale»
CASTELFIORENTINO. La festa dell'Unità nazionale e delle Forze Armate dello scorso 4 novembre a Castelfiorentino ha innescato una polemica istituzionale e politica che sembra non placarsi. Tutto è nato da alcune riflessioni di Fratelli d’Italia con la sua portavoce castellana Caterina Burgassi che ha contestato l’incuria del monumento ai Caduti in piazza Gramsci nel paese del sindaco, Alessio Falorni, e rilanciato la proposta di una simbolica manifestazione nel prossimo fine settimana per affermare il valore di una giornata molto cara al partito di Giorgia Meloni. Parole che hanno messo in movimento il sindaco Alessio Falorni, il gruppo consiliare della Lega di Castelfiorentino, l’ANPI e ANCR locali. Il primo cittadino ha contestato le parole della portavoce Burgassi: «Siamo di fronte a una formazione politica pressoché sconosciuta nel nostro paese. Le lettere che mancano per il monumento, segno di incuria, sono stato inserite nell’appalto del piazzale. In questi 6 anni non ho mai visto un solo esponente di Fratelli d’Italia alle celebrazioni del 4 novembre a Castelfiorentino, nonostante gli inviti a tutte le forze politiche del territorio. Credo che, nel caso di Fratelli d'Italia, un buon modo di celebrare il 4 novembre, sarebbe celebrarlo come tutti il giorno corretto insieme alla cittadinanza, e non una settimana dopo per conto proprio. Ho il leggero sospetto che i morti e i valori interessino poco, e che invece importi della strumentalizzazione fine a se stessa». . Sulla vicenda è intervenuto il coordinatore dell’Empolese Valdelsa, Federico Pavese: «La nostra portavoce era presente a Castelfiorentino il 4 novembre ed io sono intervenuto più volte sui fatti del suo paese come la piscina e la chiusura della Falegnami. Gli eventuali permessi o documenti da produrre per fare iniziative sul territorio li firmeremo, conosciamo le regole e le rispettiamo» conclude. Il riferimento è la sottoscrizione di documenti che certificano il riconoscimento dei valori contrari al fascismo che lo stesso Falorni ha evocato. Una vicenda che ha richiamato poi l'attenzione dell'ANCR e ANPI locali che hanno invocato il no alla strumentalizzazione politica legata ai simboli della libertà: «Non capiamo come un partito che inneggia alla RSI, che organizza cene e convivi dove la figura di Mussolini viene riproposta soventemente, i cui politici hanno il coraggio e la faccia tosta di non rispettare la senatrice Liliana Segre, una sopravvissuta ai Campi di Sterminio Nazisti, un partito i cui iscritti non nascondono saluti con il braccio teso, maglie e bandiere con svastiche. Chiediamo quindi al sindaco di verificare che tali persone nella richiesta per la manifestazione rispettino la Costituzione poiché mai a Castelfiorentino sarà consentito a simpatizzanti neofascisti o neonazisti di offendere il nostro territorio».
Anche la Lega, come gruppo consiliare locale, ha espresso le sue perplessità sull'operato dell'amministrazione comunale: «Non abbiamo potuto condividere una commemorazione con chi dimostra di avere una rappresentanza di solo opportunismo verso certi simboli dettata solo da dovere istituzionale». Adesso occorre attendere la data certa dell'iniziativa, Fratelli d'Italia ha scelto il fine settimana. «A nostro giudizio è stato un caso montato ad arte, la nostra era solo una riflessione e crediamo che mettere un fiore e cercare di risvegliare l'interesse di cittadini e giovani sia qualcosa da non condannare» conclude Pavese. —
Giacomo Bertelli
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