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Sedicenne morì al raduno abusivo di moto 14 minori indagati per le gare clandestine

Matteo Leoni
Sedicenne morì al raduno abusivo di moto 14 minori indagati per le gare clandestine

La tragedia avvenne il 26 novembre 2017 in via dell’Industria. Nell’incidente rimasero coinvolti anche due diciassettenni

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MONTELUPO FIORENTINO. Non si fermano le indagini per la morte di Umberto Barbieri, il sedicenne deceduto il 26 novembre del 2017 in un incidente di moto durante un raduno non autorizzato dei Crazy bikers a Montelupo Fiorentino. Sono 14 i giovani, all'epoca dei fatti tutti minorenni, indagati con l'accusa a vario titolo di organizzazione e partecipazione a gare clandestine.

Nelle scorse settimane i bikers sono stati raggiunti dall'avviso di conclusione indagini, coordinate dalla procura per i minorenni di Firenze. E l'inchiesta potrebbe allagarsi. Non sarebbe escluso infatti che sul registro delle persone indagate possano finire anche altri soggetti, già maggiorenni all'epoca dei fatti. In questo caso però, si aprirebbe un filone di indagini di competenza della procura della Repubblica ordinaria, considerata la maggiore età delle persone coinvolte.

Umberto Barbieri, di Sesto Fiorentino, morì praticamente sul colpo, intorno alle 14,50, sull'asfalto di via dell'Industria lungo il capannone della Colorobbia. Nello scontro rimasero coinvolti anche due diciassettenni, poi finiti sotto inchiesta con l'accusa di omicidio stradale. I tre viaggiavano a bordo di tre moto, due 125 cc e una 300 cc. Il raduno, abusivo, era stato organizzato attraverso il passaparola e il tam tam sui sociale network. I principali post di pubblicità del motoraduno, pubblicato sui social e sul web, furono rimossi da mani ignote in tutta fretta nelle ore successive alla tragedia. Contenevano tra l'altro un vero e proprio vademecum per non dare nell'occhio e scansare le attenzioni delle autorità, come ad esempio la raccomandazione di parcheggiare le moto al bordo della strada, stando bene attenti a non intralciare il traffico, e anche quella di cercare di rispettare il codice della strada. Il raduno iniziò alle 14. Cinquanta minuti dopo, la breve vita di Umberto Barbieri si interruppe sull'asfalto di via dell'Industria. Stando ai rilievi della polizia municipale, quel giorno Umberto avrebbe tamponato la moto che lo precedeva. Poi sarebbe caduto sul lato opposto della carreggiata, finendo travolto da un altro mezzo. Morì poco dopo l'arrivo dei soccorsi dei sanitari del 118, a causa dei numerosi traumi da schiacciamento riportati nello scontro. Al motoraduno erano presenti circa 200 persone. Molte di queste, tra cui un centinaio di minorenni, furono identificate e ascoltate come testimoni dagli agenti della polizia municipale dell'Empolese Valdelsa.

Adesso in 14 si ritrovano indagati dalla procura per i minorenni. Tra loro anche i due bikers, all'epoca dei fatti diciassettenni, che furono coinvolti nell'incidente in cui trovò la morte Umberto Barbieri. In prima battuta i due, uno dei quali difeso dall'avvocato Neri Cappugi del foro di Firenze, erano stati indagati solo con l'accusa di omicidio stradale. Lo scorso luglio avevano chiesto e ottenuto dal gip presso il tribunale per i minorenni, in sede di udienza preliminare, la messa alla prova ai servizi sociali, rispettivamente per otto e per dodici mesi. La sospensione del procedimento con messa alla prova è una forma alternativa di definizione del processo, al termine della quale, se tutto è andato liscio, il giudice dichiara estinto il reato a carico dell'imputato. Passati pochi mesi però si sono visti notificare un nuovo avviso di conclusione indagini, sempre da parte della procura per i minorenni di Firenze, in cui sono accusati di partecipazione e organizzazione di gara clandestina insieme ad altre dodici persone, tutte minorenni all'epoca dell'incidente mortale.

Matteo Leoni

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di Redazione web