Sicurezza
«Le ambulanze infermieristiche non vanno tolte»
Il progetto della direzione sanitaria dell’Asl Toscana Centro è di sperimentare entro il 30 gennaio 2020 l’auto infermieristica del 118
EMPOLI. Empoli e i comuni dell'ex Asl 11 come area di sperimentazione dell'auto infermieristica del 118. Se andrà bene, verrà poi estesa anche a Prato, Pistoia e Firenze. Questo è quanto emerso in una riunione tecnica di scena lo scorso 28 ottobre all'ospedale Santa Maria Nuova di Firenze a cui hanno preso parte i rappresentanti dei vari sindacati, della direzione sanitaria dell'Asl Toscana Centro e Alessio Lubrani, il referente empolese dell'emergenza/urgenza. Secondo quanto emerso in questo incontro sono state confermate le indiscrezioni fornite nei giorni scorsi da “Il Tirreno” con alcuni dettagli ulteriori sull'entrata in funzione del servizio. Allo stato attuale, non verranno completamente tolte le ambulanze “India”, ovvero le infermieristiche, ma saranno solo ridotte. L'intenzione è rimuovere quelle al momento presenti alla Misericordia e alle Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli, in modo da sostituirle con un'auto infermieristica, guidata da un dipendente Asl, con casa base all'ospedale “San Giuseppe”, esattamente come l'automedica. Entrambi i mezzi saranno attivi 24 ore su 24. Cambia invece la strategia sul territorio. A Montespertoli e a Santa Croce sull'Arno rimarranno le ambulanze con infermiere a bordo, ma solo in orario diurno dalle 8 alle 20. La notte, invece, le auto infermieristiche saranno attivate anche ai punti di primo soccorso di Certaldo e San Miniato dove invece, dalle 8 alle 20, sarà presente l'automedica. Per fare un riepilogo: tra Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore saranno attive di giorno cinque automediche, due India e un'auto infermieristica. La notte il pronto intervento sarà garantito da tre automediche (Empoli, Castelfiorentino e Fucecchio) e altrettante auto infermieristiche. Questa rivoluzione della gestione dei soccorsi dovrebbe realizzarsi entro il prossimo 30 gennaio. Il tavolo con i sindacati è stato aggiornato al 12 novembre in quanto, nel corso della riunione, l'Asl ha spiegato quali sarebbero state le novità ma senza presentare un documento, riservandosi di farlo nei giorni successivi.
Nonostante l'auto infermieristica sia già una realtà in altre regioni italiane, l'idea di introdurla nel contesto toscano fa storcere il naso alle varie rappresentanze dei lavoratori, anche se con vari distinguo nelle posizione assunte: al tavolo erano presenti Cgil, Cisl, Uil, Nursind e Cobas. «Abbiamo denunciato chiaramente pregi e difetti di questo percorso – commenta Gianni Piccini del Nursind – e ora aspettiamo di vedere il progetto per una opportuna analisi. Chiediamo garanzie di servizio pubblico in fase di sperimentazione, tutele legali e una implementazione delle procedure rispetto agli standard attuali. Se gli infermieri arriveranno nei luoghi di intervento senza medici avranno per esempio bisogno di più farmaci e di una migliore gestione di certe tipologie di pazienti». Allo stesso tempo Giampaolo Giannoni, sempre del Nursind, ha interpellato l'assessorato alla Salute della Regione Toscana: «Da una parte si sente dire che l'idea delle auto infermieristiche sia una soluzione per aiutare le associazioni non più in grado di sostenere i servizi erogati oggi – spiega il sindacalista – dall'altra abbiamo la Regione la quale dice di non essere a conoscenza di questa problematica. A Firenze le India aumentano e a Empoli si riducono. Se toglieranno le ambulanze infermieristiche, scenderemo in piazza. Faremo nei prossimi giorni un'assemblea con il personale per poi decidere il da farsi». —
Daniele Dei
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