Il Tirreno

Empoli

l’aggressione nel carcere di san gimignano 

Ferimento vero, non fake news «Vi racconto come è andata»

Giacomo Bertelli
Ferimento vero, non fake news «Vi racconto come è andata»

Lo scorso 8 ottobre l’ispettore di polizia penitenziaria Alessandro Miranda  è stato colpito alla testa da un fornelletto lanciato da un detenuto

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CERTALDO. Ha passato molti giorni in silenzio, scosso per quanto accaduto e per il clamore mediatico che si era creato attorno alla vicenda. Adesso però Alessandro Miranda, ispettore di polizia penitenziaria, residente a Certaldo e aggredito da un fornelletto lanciato da un detenuto in cella lo scorso 8 ottobre all’interno del carcere di Ranza, nel comune di San Gimignano, vuole raccontare i fatti, la sua verità, di fronte anche ai tanti commenti che sono arrivati dal mondo politico. Lui che quel giorno ha ricevuto in volto, colpendo il suo orecchio sinistro, un fornelletto completo di bombole del gas, scagliato da un detenuto. Alessandro Miranda vive da molti anni a Certaldo, 45 anni e dal 1997 dipendente del Ministero della Giustizia oltre che rappresentante sindacale del Sinappe, Sindacato Nazionale Autonomo di Polizia Penitenziaria. Con più di 30 giorni di prognosi alle spalle e complicazioni che potrebbero essere dietro l’angolo, Miranda adesso è a casa, in convalescenza cercando di trovare quella tranquillità necessaria per superare questo momento difficile, ma con un pensiero fisso: riprendere l’uniforme dall’armadio e tornare in servizio, con quella impotenza di essere ferito e di non poter aiutare i suoi colleghi come vorrebbe. Ha deciso di parlare dopo giorni di silenzio, tramite i suoi avvocati, Filippo Ciampolini ed Umberto Schiavotti. I suoi legali ripercorrono quella giornata che ha scosso la sua vita. Dopo pochi minuti di servizio Miranda è stato chiamato dal suo capo reparto in quanto un detenuto era andato in escandescenza, danneggiando alcuni suppellettili all’interno della cella. Il detenuto – secondo il racconto di Miranda agli avvocati – non ha voluto parlare con nessuno e quando l’ispettore si è allontanato dalla feritoia della cella è stata lanciato un fornelletto, dotato di bombole di gas, che ha colpito violentemente l’orecchio sinistro del 45enne certaldese. Soccorso e poi trasferito all’infermeria, all’ospedale’Le Scotte’di Siena gli è stata certificata una prognosi di 30 giorni, con 20 punti di sutura, dove – come spiegano gli stessi legali – potrebbero sorgere ulteriori complicazioni. Una vicenda che, come spiegato anche dallo stesso avvocato Ciampolini, richiede la versione dello stesso Miranda: «È un gesto di onestà intellettuale quello fatto da Alessandro. Quanto subito è stato anche strumentalizzato, nessuna fake news, l’aggressione all’ispettore Miranda è stata reale». Una vicenda che è salita anche alle cronache nazionali quando l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini in tv aveva mostrato le foto di Miranda. «Vogliamo tutelare l’interesse del nostro assistito e ricostruire i fatti come sono andati, l’ispettore è stato solo vittima di un’aggressione, sul luogo di lavoro, vi è un sistema che necessità di urgenti interventi, ai quali le istituzioni e i ministeri competenti devono provvedere» conclude Ciampolini. –

Giacomo Bertelli

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