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Addio a suor Teresa, la religiosa più amata a Montelupo Fiorentino

Paolo Santini
Addio a suor Teresa, la religiosa più amata a Montelupo Fiorentino

Alla guida di una scuola elementare e di una materna, raddoppiò gli iscritti Quando fu trasferita a Roma, la comunità si mobilitò per non farla andare via

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montelupo. Era stata un punto di riferimento per anni per una comunità intera, quella di Montelupo Fiorentino e quella di Samminiatello. Aveva svolto la sua missione fra la gente e fra i bambini come in pochi sanno fare. Ha vissuto con la serenità di chi crede profondamente fino alla fine, incoraggiando sempre gli altri nonostante fosse conscia della gravità del suo male. A soli 64 anni ha lasciato la vita terrena Suor Teresa Ruocco; dopo una malattia che non le ha lasciato scampo, all’alba di martedì 29 ottobre le sue consorelle nella casa religiosa dell’ordine a Santa Marinella (Roma) non hanno potuto far altro che constatarne la morte e pregare per lei.

Era arrivata a Montelupo, lei nativa di Castellammare di Stabia, alla guida della scuola elementare paritaria Santa Teresa del Bambin Gesù e della scuola materna di Samminiatello nei primi anni duemila; una scuola che denotava un calo di iscrizioni, un asilo nido che ancora non c’era ma sarebbe arrivato, e tante necessità. Suor Teresa intuì subito le potenzialità di quella scuola, e si mise al lavoro. Sotto la sua direzione la scuola avviò sperimentazioni innovative dal punto di vista didattico, e furono messi in campo investimenti importanti che consentirono di ristrutturare i locali recuperando nuovi spazi per i bambini. Il suo mandato fu caratterizzato da un’apertura senza precedenti nei confronti della società civile, delle istituzioni e delle associazioni di volontariato, con le quali fu avviata una collaborazione strettissima. Sempre nell’interesse della scuola e dei bambini. In pochi anni raddoppiarono gli spazi a disposizione, ma soprattutto raddoppiarono gli iscritti.

Tutto andava a gonfie vele, quando giunse un fulmine a ciel sereno. Era il mese di settembre del 2010. Da Roma era arrivato l’ordine di trasferimento per la religiosa, ad altra sede e con altro incarico. A quel punto suor Teresa balzò suo malgrado agli onori della cronaca, quando una comunità intera si mobilitò affinché nella sede romana della Congregazione delle suore carmelitane missionarie tornassero sui propri passi facendo rimanere la direttrice ancora per qualche anno a Montelupo. Per terminare il lavoro iniziato. Una delegazione capitanata da Marco Lotti (il padre dell’ex ministro Luca) con alcuni amici e qualche coraggiosa insegnante partì alla volta di Roma: furono ricevuti dalle superiore, che però non cambiarono la loro decisione. Anche l’assessore alla pubblica istruzione dell’epoca Luca Rovai di Rifondazione Comunista difese a spada tratta l’operato di suor Teresa elogiandone l’apertura e la capacità di collaborare con tutti per il bene comune; l’amministrazione comunale concesse l’uso della sala del consiglio per una affollatissima riunione in vista del da farsi per trattenere suor Teresa. In ossequio alla professione religiosa ed ai voti di obbedienza lei, pur con la morte nel cuore, rimase sempre in silenzio.

Avendo avuto l’onore di conoscerla, possiamo dire che poche persone sono animate dal suo carisma, potentissimo nella sua semplicità. Suor Teresa poi ha portato le sue capacità e la sua gioia di vivere in altre scuole e in tanti altri luoghi, ma a Montelupo e a Samminiatello in tanti la ricordano con commozione e affetto vero. Le sia lieve la terra, Suor Teresa. —

Paolo Santini



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