Il Tirreno

Empoli

castelfiorentino 

Morte di Sara, nessuna responsabilità oltre al camionista

Matteo Leoni
Morte di Sara, nessuna responsabilità oltre al camionista

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFIORENTINO. Nessuno oltre al camionista Mirko Mortelli accusati di averla investita e di essere fuggito, già sotto processo per omicidio stradale, ebbe una responsabilità nella morte di Sara Scimmi, la diciannovenne trovata senza vita il 9 settembre 2017 lungo la strada regionale 429 a Castelfiorentino, dopo una serata passata in discoteca. Il giudice Anna Liguori, accogliendo nel luglio scorso la richiesta di archiviazione del fascicolo parallelo per omicidio volontario avanzata dalla procura, definisce "inverosimile" quanto sostenuto dai legali della famiglia della ragazza, che avevano presentato opposizione all'archiviazione ritenendo che Sara fosse arrivata sul luogo dell'incidente in auto, dove sarebbe stata vittima di una rapina o di un'aggressione, per poi essere lasciata priva di sensi al centro della carreggiata. Sarà, conclude il giudice, quella notte arrivò sul luogo dell'incidente a piedi, da sola. Lo dicono, sostiene il giudice Anna Liguori, la testimonianze dei suoi amici, secondo le quali "camminava da sola e alquanto veloce. Il fatto che la telecamere del distributore L'Aquila, l'unica presente lungo il tragitto, non abbia ripreso il passaggio della ragazza, significa per il giudice solo che la diciannovenne ci passò davanti in un intervallo di tempo antecedente a quello mostrato dai video acquisiti, che hanno una durata limitata di 15 minuti, compresi tra le 3,16 e le 3,31 del 9 settembre. "Privo di consistenza probatoria" è considerato dal giudice il fatto per cui Sara secondo i suoi familiari era una persona dal carattere troppo prudente per incamminarsi da sola lungo quella strada buia, in piena notte. Lo stesso giudice che ha archiviato le indagini ammette però l'esistenza di un buco nero nell'inchiesta, che però non potrà mai essere colmato. Non è da escludere, afferma infatti il gip nel decreto che dispone l'archiviazione, che Sara possa essere stata urtata anche da un altro veicolo, che l'avrebbe fatta cadere a terra prima di essere investita dal camion. Circostanza questa, aggiunge ancora il giudice, che non è più possibile verificare a causa della mancata acquisizione delle immagini riprese dalle telecamere della zona nei minuti immediatamente antecedenti al passaggio del tir, ormai andate perdute. A questo riguardo, l'indagine condotta dal pm Alessandra Falcone avrebbe sofferto di una carenza: all'epoca infatti le attenzioni degli investigatori si concentrarono sulla necessità di identificare l'autocarro che in base all'autopsia aveva investito Sara, e il suo conducente, omettendo di acquisire i video girati dalla telecamera del distributore nei minuti precedenti al passaggio del tir. Immagini ormai perdute per sempre. Inutile sarebbe anche, a distanza di anni, eseguire accertamenti sulla carrozzeria di eventuali auto sospette. Per la morte di Sara le indagini hanno permesso di individuare un solo responsabile, il camionista Mirko Morelli, accusato di omicidio stradale. La prima udienza del processo è stata celebrata l'8 ottobre scorso. —

Matteo Leoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore