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lutto 

Nastri e palloncini per l’addio a Erika «Porta lassù in cielo la tua esuberanza»

M.S.
Nastri e palloncini per l’addio a Erika «Porta lassù in cielo la tua esuberanza»

L’ultimo saluto alla 19enne che ha perso la vita al Jaiss A Livorno folla di amici stretti intorno alla bara bianca

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livorno. Fiori e fiocchi rosa agli specchietti e sul cofano del carro funebre, palloncini rosa all’ingresso della chiesa, sulla scalinata un paio di scarpette rosse. Ieri ai Salesiani si sono svolti i funerali di una ragazza. Amici e famigliari stretti attorno a una bara bianca. Lacrime, abbracci, ricordi. Dolore. Rabbia.

Erika Lucchesi era stata battezzata alla parrocchia dei Salesiani, e sempre al Sacro Cuore aveva ricevuto la prima comunione. E nel pomeriggio in quella stessa chiesa è stata salutata per l’ultima volta dai parenti e da tanti ragazzi, stretti gli uni agli altri nel silenzio, per lei che se n’è andata nel rumore della discoteca.

«Lassù in cielo, cerca Don Bosco (fondatore delle congregazioni dei Salesiani, ndr) e portagli la tua esuberanza. Vai a fare scompiglio in paradiso», ha pronunciato dall’altare il parroco don Felice Terriaca, prima che il feretro immacolato venisse portato fuori a spalla dai compagni in uno spettacolo di palloncini liberati in aria.

E sempre gli amici hanno sorretto i genitori di Erika, il padre Daniele e la madre Barbara, insieme al fratello Samuele e ai cugini lungo quella scalinata così ripida per un cuore in lutto, e assistito allo sfogo della zia. Orfano è il figlio che perde i genitori, ma non esiste una parola per un genitore che sopravvive al proprio figlio.

Ha voluto presenziare alla cerimonia anche il sindaco di Vinci (il locale Jaiss si trova nella frazione vinciana di Sovigliana, ndr) Giuseppe Torchia: «Doveroso portare il cordoglio e la vicinanza della città alla famiglia».

All’ingresso della chiesa, scritto su uno dei palloncini, un aforisma della scrittrice Chiara Trabalza: «Non sono perfetta e non voglio esserlo. Neanche un bruco è perfetto ma alla fine si trasforma in farfalla. Voglio essere me stessa con le mie fragilità, i miei sbagli, i miei sogni, la mia sensibilità, le mie tante imperfezioni. Delicata come una farfalla ma sempre Capace di spiccare il volo».

Sul sagrato sono gli stessi ragazzi, increduli per la scomparsa dell’amica, ad aprirsi. «La sua morte ci ricorda che la nostra gioventù ci fa credere di essere invulnerabili, ma non lo siamo», racconta una coetanea, mentre un amico ancora non si capacita delle circostanze che hanno portato all’epilogo di quella notte: «In quella discoteca c’erano già stati problemi, ci vorrebbero più controlli».

I familiari hanno infine composto con il personale delle Onoranze della Svs il corteo funebre che ha raggiunto il cimitero dei Lupi, dove adesso Erika Lucchesi giace in attesa di poter riposare per sempre accanto ai nonni. —

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