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Foto di un invalido su Facebook, querelata consigliera della Lega

Fabio Calamati
Susi Giglioli, consigliera della Lega a Castelfiorentino
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Susi Giglioli, consigliera della Lega a Castelfiorentino

Susi Giglioli nell'occhio del ciclone: "Risponderò a quanto mi è stato addebitato con la certezza di non aver offeso nessuno"

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CASTELFIORENTINO. Non si pente di quello che ha fatto e alla polizia postale, se sarà chiamata a dare spiegazioni, dirà di non aver voluto offendere nessuno ma di aver soltanto puntato a mettere in luce una situazione di disagio esistente.. Da due giorni la consigliera comunale di Castelfiorentino Susi Giglioli (Lega) è finita nell’occhio del ciclone per un post pubblicato il 12 ottobre su Facebook. La foto di un uomo sdraiato su una panchina della stazione ferroviaria , il volto seminascosto, e sotto il commento “Nella città di Castelfiorentino ultimamente hanno tutti sonno”.

Sotto al post arrivano decine e decine di commenti, molti anche pesanti nei confronti dell’uomo. “Nuove correnti di civiltà boldriniane” ironizza uno; “È proprio vero... Castello è diventata una città... dormitorio” sentenzia un altro. Tanto da spingere un familiare della persona ritratta, il fratello, a depositare una querela per diffamazione alla polizia postale di Firenze. Sì, perché l’uomo immortalato nella foto non è altri che un invalido civile di 63 anni, con problemi psichici . Molto conosciuto a Castelfiorentino, non ha mai dato noia a nessuno.

Insomma, il bersaglio sbagliato da colpire, secondo la famiglia dell’invalido, che ha finito con il trovarsi esposto su Facebook senza aver fatto niente di male. E senza che l’esponente leghista accettasse di rimuovere la foto con commenti annessi, come pure il fratello della persona ritratta le aveva chiesto.

«Non sapevo chi fosse quella persona ritratta nella foto – risponde Susi Giglioli – ma di certo io non ho offeso nessuno. Risponderò a quanto mi è stato addebitato con la certezza di non aver rivolto nessuna offesa alla persona della foto. E a dimostrare che le cose stanno così c’è la circostanza che la Polizia postale non ha oscurato, come avrebbe potuto fare, quell’immagine. Comunque. se qualcuno è rimasto offeso me ne dispiace ma guardiamoci in faccia e vediamo qual è davvero la denuncia strumentale».

La consigliera leghista precisa di aver già postato, l’11 ottobre, un’altra foto di una persona che dormiva su una panchina in pubblico. «Il giorno dopo – spiega – mi hanno mandato la foto della stazione e ho pubblicato anche quella, aggiungendo quella frase che voleva soltanto essere una battuta per sottolineare come il disagio sociale e il degrado lascino segni evidenti a tutti».

Ma i familiari la accusano anche di aver rimosso rapidamente il loro post con cui si spiegava chi fosse la persona fotografata e la si criticava per la pubblicazione... «Sì – conferma Giglioli – quel post l’ho subito eliminato, semplicemente perché rendeva riconoscibile quella persona, cosa che la foto e gli altri commenti non facevano. L’ho fatto per tutelare la persona disabile».

Conclude Susi Giglioli. «Sono vicina alla famiglia e a tutte quelle famiglie che si trovano a dover gestire una situazione di disagio derivante da una persona disabile per il quale mi pare di capire viene rilasciato un assegno sociale per mezzo del quale dovrebbe essere assistita. Ma trovo ingiustificato l’attacco legale alla mia persona verso cui valuterò eventuali ed opportune contro repliche legali su quelle che sono le responsabilità di chi è l’effettivo tutore del soggetto che appare nella foto».

 

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