Il Tirreno

Empoli

La Rems aprirà a primavera

Daniele Dei
L'ex carcere di Pozzale destinato a ospitare la Rems
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L'ex carcere di Pozzale destinato a ospitare la Rems

Ancora in corso i lavori nell’ex carcere di Empoli destinato ad ospitare una delle strutture previste con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari

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EMPOLI. La Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza aprirà a primavera. A dirlo è la Asl Toscana Centro, che ieri ha fatto il punto sull’ex casa circondariale di via Valdorme, a Pozzale, vuota ormai da oltre tre anni e in cui da mesi vanno avanti i lavori per accogliere i malati psichiatrici gravi, anche alla luce del superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari, tra cui quello di Montelupo.

Nei giorni scorsi era stato il consigliere regionale della Lega Nord Jacopo Alberti a risollevare la questione, accusando la giunta di Enrico Rossi di gravi ritardi nell’attuazione del programma per l’avvio delle Rems.

L’azienda sanitaria dal canto suo ammette il ritardo rispetto alle previsioni iniziali: «L’attivazione era prevista nel mese di dicembre – spiega in un comunicato – e l’apertura è slittata di qualche mese per motivi indipendenti dalla volontà aziendale che, attraverso l’area tecnica empolese, ha comunque realizzato nei tempi previsti i lavori di trasformazione dell’ex casa circondariale in struttura residenziale».

I lavori del primo step sono stati aggiudicati alla fine di gennaio 2018, ad un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla ditta Olv di Empoli e dalla Lauria Antonio di Grosseto, per poi essere assegnati a maggio dello scorso anno. A oggi, spiega ancora l’Asl, «tutti i lavori sono stati collaudati e nel contempo stanno già arrivando anche i primi arredi per allestire la prima area abitativa al piano primo, per nove posti, adibita a funzioni terapeutico-riabilitative e socio-riabilitative, gestite dal dipartimento di salute mentale dell’Asl».

Tutto questo è però solo una parte di quanto previsto: una volta finiti gli interventi al primo piano, oggetto di lavori strutturali ed impiantistici per accogliere i primi nove pazienti, una seconda fase prevede la realizzazione di due aree abitative situate al piano terra, destinate ad ospitare tre donne e otto uomini, in modo da portare la struttura alla capienza di venti persone, il massimo previsto.

La questione dell’ex carcere di Pozzale è dibattuta ormai da dieci anni. Diventata struttura a custodia attenuata per donne detenute, già nel 2009 si pensò a trasformarla in un carcere per transessuali, molti dei quali sarebbero stati trasferiti da Sollicciano. Furono avviati dei lavori di adeguamento, ma poi arrivò il passo indietro da parte del ministero della Giustizia. Le donne detenute, le quali tra l’altro erano coinvolte in progetti e programmi di reinserimento, anche lavorativo, furono spostate dalle loro celle a fine luglio 2016, quando iniziò il percorso per trasferisre la proprietà dell’immobile dal Demanio all’Asl.

Lo scorso 7 ottobre, intanto, la giunta regionale ha chiesto al ministero della Salute di spostare 380.000 euro destinati alla struttura psichiatrica residenziale “Le Querce” di Firenze alla nascente Rems di Empoli, in modo da metterli a disposizione per l’avvio della seconda fase dei lavori. Altri 20.000 euro, invece, saranno a carico della stessa Regione Toscana.

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