Sicurezza
E' morto il cavaliere Dario Del Sordo, partigiano "Fischio"
Empoli: 90 anni, un passato nella guardia di finanza, è stato uno dei padri fondatori dello sport locale
EMPOLI. La città ha perso uno dei padri fondatori dello sport locale, un partigiano, una figura ancor oggi importante per il proprio tessuto sociale. Nella serata di sabato ci ha lasciato Dario Del Sordo, 90 anni, Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, il cui titolo era gli era stato consegnato su indicazione del presidente Francesco Cossiga. Parlare di Del Sordo significa raccontare, sullo sfondo, la storia di Empoli di oltre la metà del Novecento.
A quindici anni, nel 1945, fu tra i 500 volontari che nella seconda guerra mondiale partirono dalla città. Si dette il soprannome di “Fischio” ed entrò nel Corpo Volontari della Libertà. Aveva combattuto come partigiano nella 23esima Brigata Garibaldi "Guido Boscaglia" tra Siena, Grosseto e Volterra. Nel dopoguerra una ventennale carriera nella guardia di finanza, la quale gli consegnò la Croce d'argento al merito per il servizio, fino alla pensione. Poi associazionismo, tanto associazionismo.
Lo sport era la sua casa, l'atletica la sua passione. Nel 1984 fu presidente e fondatore della Toscana Atletica Empoli, nata dalla fusione di tre società: l'Olimpia, la Libertas e la Polisportiva Coop di cui aveva già preso le redini nel 1985. Ne fu presidente per ben 29 anni, fino al 2004, quando per sopraggiunti motivi d'età decise di passare il testimone. Da allora, comunque, ne è sempre stato presidente onorario e ne ha sempre seguito le gesta in ogni occasione.
La sua figura è stata al centro di tante trattative che hanno portato oggi ad avere risultati tangibili come la realizzazione della Maratona dello stadio 'Castellani', e le sue strutture sottostanti, o la pista di atletica a otto corsie, un vanto nel panorama regionale. Nella sua vita è stato anche fondatore, vicepresidente e presidente onorario dell'Asd Empoli Giovani, la scuola calcio dell'Empoli Fc che prese piede a Monteboro dopo che gli azzurri presero possesso della struttura un tempo affidata alla società Calasanzio. La sua importanza nel mondo dello sport empolese era così elevata che, nella commissione che decide ogni anno a chi assegnare il premio “Albano Aramini”, lui era un membro permanente, l'unico in rappresentanza di se stesso e non di un'istituzione o di una testata. Nel 2003 quel titolo toccò anche a lui: lo ricevette in una cerimonia al Cenacolo degli Agostiniani. I titoli onorifici non si contano: nel 2008 ha ricevuto la Stella d'Oro al merito del Comitato olimpico, il più alto riconoscimento tributato dal Coni a livello nazionale: in quel caso era presidente Giovanni Petrucci. Tra l'altro, Del Sordo era stato per venti anni anche fiduciario del Coni nel territorio empolese.Nel 2011 la Fidal, federazione di atletica, gli conferì la “Quercia di terzo grado”, anche in questo caso la propria massima onorificenza, dopo aver già preso quelle di primo e secondo livello.
Grande anche il suo impegno all'interno dell'Anpi: non mancava mai di portare la sua testimonianza negli eventi e nelle scuole, per ricordare il sacrificio patito da ragazzi come lui che dovettero rischiare la vita per un'Italia migliore. Intervenne anche nella cerimonia in cui, il 17 gennaio 2018, il ministro Marco Minniti consegnò a Empoli la Medaglia d'Oro al Merito Civile. Tantissimi i messaggi di cordoglio: «Dario ci ha lasciati – commenta il sindaco Brenda Barnini – ma tutta la sua storia di vita rimane qui: l'amore per la nostra città, l'impegno per i giovani, nello sport della Toscana Atletica, la testimonianza dell'esperienza da partigiano. Le sue parole, i suoi abbracci, la forza che mi ha sempre trasmesso fino all'ultimo incontro nel Consiglio Comunale a settembre per celebrare la Liberazione di Empoli».
«Del Sordo aveva una qualità speciale: sapeva mettersi in sintonia con i giovani, sapeva riconoscerne e valorizzarne il talento e la voglia di crescere. – ricorda il senatore Dario Parrini - Si era battuto a lungo, con un pressing gentile ma continuo, per la realizzazione della palestra di Sovigliana. Nel 2011, pochi giorni prima del taglio del nastro mi telefonò: era commosso lui e fece commuovere anche me».
Del Sordo, che viveva in via Val Tiberina, lascia la moglie, Teresa, e i figli, Donatella ed Enrico. I funerali si celebrano domani, 21 ottobre, con rito civile alle 15 al cimitero di Fontanella. Partenza dalle sale del commiato alle 14.30. Alla famiglia giungano anche le condoglianze dei giornalisti e dei collaboratori del “Tirreno”.
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