Il Tirreno

Empoli

edilizia residenziale pubblica 

Case popolari, favorito chi lavora e risiede nel comune da più anni

Marco Pagli
Case popolari, favorito chi lavora e risiede nel comune da più anni

Approvata dalla giunta dell’Unione dei Comuni la bozza di regolamento per l’assegnazione degli alloggi

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empoli. La giunta dell’Unione dei Comuni ha approvato la bozza di regolamento per l’assegnazione delle case popolari nell’Empolese Valdelsa. Il regolamento, sulla scorta anche della nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica, premia fortemente la storicità della residenza o del lavoro sul territorio. Mentre viene fissato un tetto di 40.000 euro di patrimonio come requisito per l’inserimento nelle graduatorie.

Le graduatorie saranno diversificate da comune a comune, «considerata l’eterogeneità dei territori sia per quanto riguarda la composizione della popolazione, sia per quanto riguarda la loro dotazione di alloggi». Una situazione che non rende praticabile l’approvazione di una graduatoria unica per l’intero circondario, nonostante il bando – e le regole in esso fissate – sia lo stesso per tutti gli undici comuni (unica sarà anche la fase di istruttoria).

Con l’approvazione della bozza, la giunta ha dato mandato al Servizio politiche abitative e immigrazione dell’Unione di procedere alla pubblicazione del bando.

Tra i requisiti e i criteri di assegnazione dei punteggi più importanti figurano, come accennato, il tetto massimo di 40.000 euro per il patrimonio mobiliare e immobiliare complessivamente (25.000 euro singolarmente).

Sempre sul fronte dei requisiti, rimane ferma la soglia di 16.500 euro di Isee. Presenti anche il vincolo dell’assenza di condanne penali per più di cinque anni e quello del possesso di autoveicoli nuovi (non immatricolati negli ultimi cinque anni) con potenza superiore a 110 cavalli.

Confermata la necessità della residenza o l’attività lavorativa stabile per almeno cinque anni, che possono essere anche non continuativi. A questo proposito, però, la novità riguarda il valore crescente che viene dato in sede di assegnazione di punteggio: chi risiede o lavora da almeno dieci anni riceve due punti, da almeno quindici anni tre punti, da venti, quattro punti.

Mentre viene assegnato mezzo punto per ogni anno di presenza nelle passate graduatorie, per un massimo di sei punti.

Confermati i punteggi assegnati per condizioni sociali, economiche e familiari particolari e per situazioni abitative di grave disagio (come la permanenza in alloggi in condizioni igienico-sanitarie precarie o con barriere architettoniche nel caso di nuclei con portatori di handicap o invalidi, oppure il pagamento di un canone di affitto annuo superiore ad un terzo del reddito imponibile).

Una volta pubblicato il bando, ci saranno sessanta giorni di tempo per presentare le domande. E a quel punto inizierà la fase di verifica delle richieste e per la formazione delle graduatorie comunali. —

Marco Pagli

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