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Quegli strani fuochi che fanno preoccupare i residenti di Spicchio

D.D.
Quegli strani fuochi che fanno preoccupare i residenti di Spicchio

Per tre giorni sono stati segnalati incendi nell’ex cava tra via Limitese e via di Vallemaggiore. Indagano i carabinieri della Compagnia

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vinci. Una nube di fumo denso e acre, che si alza sopra l’abitato di Spicchio Sovigliana, frazione di Vinci, creando non poco disagio alla popolazione.

Per tre giorni di fila, stando ad alcune testimonianze, si è verificata la stessa identica situazione e ci si è posti il quesito di cosa stesse accadendo.

Il punto di partenza di questi fuochi è stato registrato nell’area dell’ex cava di Spicchio, tra via Limitese e via di Vallemaggiore, da dieci anni completamente abbandonata tra erba alta, fabbricati lasciati a metà e un parco panoramico e archeologico rimasto al momento solo un sogno dell’amministrazione comunale.

«Sabato, domenica e lunedì scorsi si è verificato lo stesso copione – racconta Ilaria Calonaci – Io vivo nella zona del cimitero ma gli odori acri erano percettibili già da là. Mia madre, che invece si trova proprio a ridosso della cava, ha avvertito il fumo in pieno».

Dal racconto dei testimoni non si tratterebbe però di semplici abbruciamenti di sfalci, ma proprio di odori riconducibili a scarti di lavorazione andati a fuoco. Se questa circostanza fosse confermata, saremmo di fronte a un vero e proprio reato ambientale.

«In questi tre giorni – prosegue Ilaria – si iniziava a percepire l’odore intorno alle 17, per poi arrivare alla fascia tra le 20 e le 21 in cui la presenza era davvero insopportabile. Un anno fa esatto si verificò una situazione pressoché identica, la quale venne segnalata da me e altri cittadini ad Arpat».

L’agenzia, interpellata al riguardo, fa sapere sui casi dei giorni passati che al dipartimento di Empoli «non è arrivata alcuna segnalazione». Stesso discorso vale per il Comune di Vinci, per risposta del sindaco Giuseppe Torchia.

Su Facebook più di una persona ha fatto sapere non solo di avere avvertito degli strani odori, ma anche di avere allertato le autorità competenti.

«Ho mandato una mail al Comune e all’Arpat – spiega Elena Pieri, una residente – e l’agenzia mi ha detto che non se ne occupano, quindi di chiamare vigili del fuoco e carabinieri».

Altri cittadini hanno asserito di aver chiamato il 115 e il 112 sempre per chiedere un intervento. Lunedì sera i carabinieri sono andati a fare un giro in zona, ascoltando alcuni residenti per capire meglio la questione. Al momento per un intervento efficace manca un elemento fondamentale: la flagranza di reato.

I carabinieri nella mattinata di ieri, insieme ai militari forestali, hanno svolto dei controlli in zona: la stessa Compagnia di Empoli, preso atto delle segnalazioni, sta cercando di trovare la chiave di Volta per la risoluzione del problema.

L’area dell’ex cava di Spicchio, ostaggio del concordato della Luigi Rota di Pisa, costruttore a cui era affidata l’area, non è sicuramente un fortino impenetrabile: lo dimostrano anche i graffiti che si vedono sull’esterno e gli interni dei palazzi fantasma, realizzati dopo la dismissione dei lavori. Ora però si tratta di risolvere questo mistero che sta facendo preoccupare più di un residente. — D.D.

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