Il Tirreno

Empoli

tribunale 

«Condannate quel poliziotto a quindici anni»

Matteo Leoni

Pesantissima richiesta del pm nel processo per il presunto pestaggio di un ladro. Chiesti sei anni per il collega

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empoli. Due poliziotti del commissariato di Empoli sono sotto processo a Firenze. Secondo l’accusa uno dei due avrebbe colpito un ladro in fuga con calci a un fianco, provocandogli la rottura della milza. Per l’uomo il pubblico ministero Giacomo Pestelli ha chiesto una pena molto pesante, 15 anni di reclusione, con le accuse di falso ideologico in atto pubblico (6 anni) e di lesioni gravissime (9 anni).

Una pena di 6 anni è stata chiesta per il suo collega e coimputato, un altro poliziotto accusato di aver redatto con lui un falso verbale per coprire le presunte violenze nei confronti del fuggitivo.

I fatti oggetto del processo risalgono al 2013. I due poliziotti stavano pedinando una banda specializzata in furti nei cantieri edili, quando, seguendo uno dei mezzi sospetti sul quale era stato montato un gps, scoprirono il terreno in cui veniva stoccata la refurtiva, in un’area isolata nel comune di Bagno a Ripoli in provincia di Firenze. Così, dopo aver circondato la zona, scattò il blitz delle forze dell’ordine.

Secondo la ricostruzione dell’accusa, uno dei due poliziotti per fermare il malvivente in fuga, un cinquantenne romeno, lo avrebbe colpito ripetutamente con calci sulla parte sinistra del corpo fino a lasciarlo senza fiato, provocandogli ecchimosi a una tempia, la frattura di una costola e lo spappolamento della milza. Del presunto pestaggio riferito dal romeno non c’è traccia nel verbale di fermo, la cui veridicità è messa in dubbio dalla procura di Firenze.

Il documento è stato redatto dai due poliziotti, entrambi difesi nel processo dall’avvocato Antonio D’Orzo. Secondo il consulente tecnico nominato dall’accusa, le lesioni riportate dal fuggitivo non sarebbero compatibili con una sua caduta mentre scappava e con una successiva colluttazione coi poliziotti, come invece sarebbe riportato nel verbale. La sola presenza di lividi, senza escoriazioni e ferite lacero contuse nonostante il terreno fosse pieno di materiale edile, farebbe propendere gli inquirenti per la versione data dal romeno.

L’arrestato fu poi caricato in auto e portato in commissariato a Empoli. Quando arrivò si accasciò a terra per il dolore. Subito furono chiamati i soccorsi, e fu portato in ospedale dove venne operato d’urgenza. La prossima udienza, per gli interventi delle parti civili e le arringhe della difesa, è prevista per il 27 novembre prossimo. —

Matteo Leoni

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