Il Tirreno

Empoli

il caso 

Omicidio stradale, indizi più deboli contro l’indagato

Daniele Dei
Omicidio stradale, indizi più deboli contro l’indagato

L’uomo è finito nei guai dopo la morte di un 23enne vittima di un veicolo pirata Ma la perizia sul suo furgone non appare risolutiva per le indagini della Procura 

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empoli. Appaiono sempre più deboli gli indizi che hanno portato a indagare, per omicidio stradale, un giovane di Castelfiorentino, dipendente di un'azienda di ristorazione dell'Empolese, per i fatti avvenuti nella notte tra il 24 e il 25 settembre a Molin Nuovo, sulla complanare della 429 che porta alla Metal Carta.

La mattina alcuni dipendenti dell'azienda trovarono lì il corpo senza vita di Muhammad Dramè, 23 anni, senegalese, e la sua bici a circa dieci metri di distanza. Secondo quanto appreso sugli accertamenti condotti ieri sul veicolo del giovane, un furgone bianco da lavoro trovato in sosta in una piazzola a Castelfiorentino, e sul velocipede del giovane operaio deceduto, non sono stati trovati elementi schiaccianti legati a un possibile contatto tra i due. Il tecnico di parte dell'indagato, difeso dai legali Francesco Tesi e Paolo Papini, non ha riscontrato elementi cruciali, come per esempio danni al paraurti anteriore. Secondo gli accertamenti della perizia, qualora ci fosse stato o uno scontro frontale o un tamponamento, sulla parte anteriore del furgone sarebbero dovuti esserci segni della ruota della bicicletta, cosa che non è emersa. Nel corso del test sul mezzo da lavoro, avvenuto a Firenze, i Ris hanno prelevato alcuni campioni della fiancata in modo da vedere se fossero state presenti tracce di vernice riconducibili al velocipede di Dramè. Adesso sarà la scientifica dei carabinieri a stabilire se il furgone non sia implicato in quella vicenda. Nel caso, le indagini condotte dal pm Sandro Cutrignelli e dagli investigatori della polizia municipale dell'Empolese Valdelsa, si troverebbero di nuovo al punto di partenza. Ieri i riscontri si sono svolti anche a Empoli dove è in custodia, sotto sequestro, la bicicletta di Dramè. Gli accertamenti, pur essendo incrociati, sono stati eseguiti in due città diverse ma dalle stesse persone.

Gli elementi che hanno portato a iscrivere un nome nel registro degli indagati sono principalmente una riga nera presente su una fiancata del furgone e le modalità del suo ritrovamento, a circa dieci chilometri da via di Molin Nuovo. Il conducente, infatti, ha raccontato al pm Cutrignelli di averlo parcheggiato lì ed essere tornato a casa a piedi dopo aver visto in lontananza un controllo stradale dei carabinieri, temendo di risultare positivo a un alcol test, dimenticandosi poi le chiavi nel veicolo.

Al momento il giovane, secondo il parere della sua difesa, starebbe vivendo serenamente gli accertamenti: ha avuto un incontro di otto ore con gli inquirenti, in attesa di un formale interrogatorio ancora non avvenuto.

Adesso le indagini sembrano subire uno stallo: all'appello, oltre alla perizia del Ris sulla vernice, manca il referto del medico legale che lo scorso 27 settembre eseguì l'esame autoptico sulla salma del giovane senegalese.

Il riscontro è atteso, salvo sorprese, per metà novembre. Gli altri elementi in mano agli investigatori della municipale e alla procura fiorentina sono le immagini di dieci telecamere di videosorveglianza pubbliche e private registrate nelle vicinanze del luogo della tragedia e in strade a esso collegate. —

Daniele Dei

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