Il Tirreno

Empoli

Empoli com'era. Domani in regalo l'ultima foto storica: lo Stadio Castellani

Marco Pagli
Lo stadio Castellani (foto Cine)
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Lo stadio Castellani (foto Cine)

Un piccolo tempio dello sport per chi è empolese nel cuore

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Dodicesimo e ultimo appuntamento domani con le foto storiche distribuite in edicola dal “Tirreno”. Un’iniziativa che punta a recuperare la memoria della comunità ed è stata possibile grazie a Foto Cine e alla collaborazione della concessionaria Nissan Brogi & Collitorti. L’immagine che i nostri lettori riceveranno in omaggio è quella cara a ogni empolese amante dello sport: lo stadio Castellani.
Un piccolo tempio di provincia che è stato calcato dalla storia del calcio, da Maradona fino ad arrivare a Cristiano Ronaldo. Ma che ha visto anche personalità dello spettacolo sfidarsi in gare di solidarietà e miti della musica – come Vasco Rossi, che qui si esibisce il 15 giugno 1993 – tenere concerti. La sua fondazione risale agli anni '60 e l'inaugurazione ufficiale avviene il 12 settembre 1965. I locali per gli spogliatoi dietro la porta nord e una pista di atletica intorno al campo di gioco. Per quanto riguarda gli spalti, invece, all'inizio sono composti unicamente dalla tribuna centrale, rimasta praticamente intatta, e dalle due ali laterali. La maratona verrà realizzata solo in seguito, così come la curva sud. Nei primi anni Duemila, per ampliarne la capienza e adeguarsi alle nuove norme per poter partecipare alla massima serie, viene installata anche la curva nord. Lo stadio viene intitolato ad una leggenda del calcio empolese dal destino tragico. Carlo Castellani, infatti, è una stella del firmamento azzurro: veste la casacca dell'Empoli F.C. dal 1926 al 1930 e poi dal 1934 al 1939. È un bomber di razza, che assaggia anche la serie A con il Livorno. E che segna tanto. Le sue 61 reti in 143 partite rappresentano un record infranto solo da Francesco Tavano nel 2011.
La sua vita, purtroppo, si spenge presto. L'8 marzo del 1944 è tra i deportati nel campo di concentramento nazista di Mathausen, dove morirà l'11 agosto dello stesso anno. Lo stadio Castellani, comunque, è solo l'ultimo approdo del calcio empolese. La sua storia inizia agli inizi del Novecento con le prima partite di pallone che si giocano sul suolo polveroso del Piaggione, l'odierna piazza Guido Guerra. Anche se il primo campo vero e proprio, quello dove vengono disputate le prime partite del club fondato nel 1920, è quello dell'Abetone, nell'area dell'attuale piazza Ristori. Successivamente ci si sposta a Sud, oltre la ferrovia, nella frazione di Cascine e più in particolare nella zona conosciuta come Prati di Fico. Ma è solo una parentesi prima di tornare verso il centro e precisamente nell'area dove adesso sorge l'ufficio postale di via Russo. Qui nel 1936 viene inaugurato lo stadio del Littorio, intitolato all'eroe medaglia d'oro della campagna di Abissinia Franco Martelli.
Con il secondo dopoguerra la giunta di Gino Ragionieri prima e di Mario Assirelli dopo disegnano una nuova area per la città: quella sportiva. E qui viene trasferito anche lo stadio, oltre al palasport e alla piscina comunale. Attualmente sul Carlo Castellani pende un progetto di rinnovamento, presentato dalla dirigenza del club in mano al presidente Fabrizio Corsi. Un piano che prevede di avvicinare gli spalti al campo, eliminando la pista di atletica e collegando le curve alla maratona e alla tribuna. —
 

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di Redazione web