Sicurezza
Incidente mortale, perizia sul furgone
Empoli, indagato il conducente del mezzo: accertata la presenza di un segno di urto quando venne investito il ciclista senegalese
EMPOLI. C'è attesa per gli accertamenti, attesi domani, che metteranno a confronto la bicicletta su cui viaggiava Muhammad Dramè, il 23enne senegalese trovato senza vita a Molin Nuovo sui lati della complanare della nuova 429, e il furgone ritrovato dai carabinieri la notte stessa associato all'unico indagato per questa vicenda. La perizia richiesta dal pm Sandro Cutrignelli, che era prevista inizialmente per ieri, è slittata avanti di due giorni e appare cruciale per capire se la pista attualmente percorsa ha solide certezze o soltanto, come sembra al momento, leggeri punti d'appoggio.
Al momento nel registro del pm figura solo il nome di un giovane dipendente di un esercizio di ristorazione dell'Empolese, residente a Castelfiorentino. Suo il furgone che i carabinieri, alle 1.22 del 25 settembre scorso, hanno trovato fermo in una piazzola all'interno del centro abitato della cittadina valdelsana, con un'abrasione alla fiancata anteriore che potrebbe essere riconducibile all'omicidio stradale del giovane africano. Il condizionale è d'obbligo, anche perché i punti oscuri sono davvero molti.
Secondo una prima perizia sul velocipede, infatti, pare che l'urto con il veicolo pirata in via di Molin Nuovo sia avvenuto frontalmente e con un impatto molto forte: la difesa dell'indagato, sostenuta dagli avvocati Francesco Tesi e Paolo Papini, fa leva sul fatto che una semplice riga su un furgone non può essere paragonabile a un urto di tale violenza. Ecco perché il confronto tra i due veicoli sembra essere al momento decisivo: l'autopsia sul corpo del giovane senegalese, ancora in obitorio all'ospedale di Careggi a Firenze a disposizione del magistrato, è stata eseguita il 27 settembre ma il medico legale si è riservato sessanta giorni di tempo per la sua perizia, ergo fino a metà novembre non si avranno indicazioni precise. La polizia municipale dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa, che procede direttamente su quanto è accaduto nella frazione empolese, ha messo insieme le immagini di dieci telecamere di videosorveglianza pubblica e privata, comprese quelle dell'impianto della Metal Carta, l'azienda situata a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia. Il giovane indagato, interrogato dal pm, ha detto di essere rientrato a Castelfiorentino, di aver lasciato il furgone ed essere andato a casa a piedi, perché avrebbe guidato dopo aver bevuto alcolici e, alla vista di un controllo dei carabinieri, temeva di poter essere positivo al test. A ogni modo, scongiura di essere passato da via di Molin Nuovo ma di avere invece percorso la 429.
Nei giorni passati sono state fatte varie ipotesi di orario in cui è avvenuta la tragedia, ma i dubbi non sono stati svelati: se i fatti fossero accaduti dopo l'una di notte, il giovane verrebbe matematicamente scagionato. Intanto, a quanto pare, si sarebbe fatto vivo un familiare di Dramè, residente in Romagna, il quale inizialmente pareva non avesse parenti in Italia.
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