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Empoli com'era. Domani in regalo la decima foto storica della Sammontana
L’immagine che i nostri lettori riceveranno in omaggio riguarda un’azienda simbolo di Empoli: la Sammontana, marchio che da ormai quasi ottant’anni è un elemento identitario per Empoli e gli empolesi
Domani il decimo appuntamento con le foto storiche distribuite in edicola dal “Tirreno”. Un’iniziativa che punta a recuperare la memoria della comunità ed è stata possibile grazie a Foto Cine e alla collaborazione della concessionaria Nissan Brogi & Collitorti. L’immagine che i nostri lettori riceveranno in omaggio riguarda un’azienda simbolo di Empoli: la Sammontana, marchio che da ormai quasi ottant’anni è un elemento identitario per Empoli e gli empolesi. La sua è una storia con radici profondissime nel territorio, un simbolo di attaccamento e di resistenza alle intemperie dell’economia e della finanza. Un tassello imprescindibile per capire la città e i suoi abitanti. La foto, scattata nel 1967 all’interno dello stabilimento che si trova già nell’attuale sede tra la Toscoromagnola e la zona industriale di Pontorme, immortala una fase produttiva decisiva. Quella in cui gli addetti riempiono i bidoncini da sei litri con i quali riforniscono bar e locali della zona. Non siamo ancora al momento di svolta, che arriva pochi anni più tardi e che vede l’azienda della famiglia Bagnoli esplodere ed affermarsi sul mercato italiano. Tuttavia l’industrializzazione è gia stata avviata.
Ma facciamo un passo indietro. La Sammontana nasce come latteria in pieno centro storico, al civico 45 di via del Giglio. A rilevare il fondo e a battezzarlo con il toponimo della frazione dal quale proviene il latte venduto è Romeo Bagnoli. Pochi anni dopo le redini del locale vengono prese dal figlio Renzo che, assieme ai fratelli Sergio e Loriano, nel dopoguerra acquista macchinari di provenienza americana per produrre il gelato. Il procedimento è artigianale e la produzione è fin da subito un successo. I bidoncini di metallo da 6 litri vengono lanciati nel 1955, ma poco dopo i fratelli Bagnoli capiscono che c’è bisogno di espandere gli spazi e ampliare la produzione. Si spostano così nello stabilimento industriale di Pontorme, da dove nel 1959 lanciano un prodotto mitico: il barattolino.
Piano piano, l’offerta si allarga sempre di più. Escono il “Baby”, lo “Stecco Ducale” e altre invenzioni che portano il gelato Sammontana direttamente nelle case delle famiglie e gli fanno attraversare i confini territoriali per approdare in tutta Italia. La diffusione del frigorifero domestico incentiva il fenomeno e la rete di commercianti che dispongono di un proprio banco frigo per vendere il gelato sfuso accresce le vendite.
Così negli anni Settanta la creatura dei Bagnoli inizia a diventare un colosso e nella decade successiva viene aperto anche un altro stabilimento a Vinci, dove si realizzano prodotti da forno. Una diversificazione che si accentua ulteriormente negli anni Duemila, quando l’azienda empolese acquista la Gran Milano (che opera con i marchi Sanson, Mongelo e Tre Marie) dalla Barilla Holding.
I dipendenti arrivano a quota 1.500, suddivisi in cinque poli produttivi, mentre il marchio si afferma al secondo posto per volumi produttivi sul mercato nazionale. E con un management che rimane saldamente in mano alla stessa famiglia che ha dato avvio al sogno del gelato empolese in un piccolo fondo del centro.
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