Il Tirreno

Empoli

il caso 

Rifiuti, bolletta quasi triplicata. La protesta di una famiglia

Marco Pagli
Operatori impegnati nella raccolta dei rifiuti (Foto di repertorio)
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Operatori impegnati nella raccolta dei rifiuti (Foto di repertorio)

Empoli, «Alia ha revocato lo sconto del 30% per il mancato svuotamento dei bidoni dell’indifferenziato ma forse c’è stato un errore del sensore o dell’operatore»

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EMPOLI. La svuotatura non viene segnata e la bolletta arriva con un importo quasi triplicato. Al centro di una vicenda, che potrebbe sembrare da poco se non fosse per l'addebito tariffario da capogiro, c'è la raccolta porta a porta dei rifiuti. E nella fattispecie dei bidoni dell'indifferenziato. Una vicenda che vede la famiglia Mollica ritrovarsi a dover pagare più del doppio rispetto a quanto solitamente richiesto per un disguido che dipende da altri. La sorpresa è arrivata con la prima bolletta dell'anno e si è ripetuta con quella di luglio. A gennaio, infatti, Alia ha inviato una fattura da oltre 500 euro, a fronte di una spesa che negli anni scorsi era inferiore ai 200 euro. La spiegazione era che nel 2018 all'azienda che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti non risultava nessuna svuotatura del bidone dell'indifferenziato. . E così lo sconto del 30%, previsto per chi conferisce il “grigio” almeno una volta (ma non più di quattro) durante l'anno solare, era stato revocato e l'importo addebitato per tutto l'anno precedente. Mentre per quello in corso, cioè il 2019, la tariffa era stata rimodulata non comprendendolo. Una cosa strana per la famiglia, visto che in realtà di svuotature ne erano state fatte almeno tre. «Così mi sono recata presso gli uffici di Alia – racconta Fulvia Mollica – per capire cosa fosse successo. Mi hanno detto che a loro non risultava e che c'era la possibilità che il chip presente sul bidone si fosse smagnetizzato e in quel caso il problema si sarebbe risolto in fretta. Hanno consigliato di svuotare l'indifferenziato la settimana seguente per capire se davvero stavano così le cose. E così ho fatto». Ma in realtà il chip non c'entrava niente, dal momento che la segnalazione della svuotatura (che avviene avvicinando il bidone ad un apposito segnalatore presente sui mezzi dell'azienda) quella volta era avvenuta senza problemi.

Tanto che quando Fulvia Mollica è tornata alcuni giorni dopo alla sede dell'azienda le hanno confermato l'avvenuta svuotatura, dicendo che avrebbero fatto accertamenti per capire meglio la situazione. «Ho spiegato che probabilmente non era stata seguita la procedura standard – prosegue – e che il bidone con ogni evidenza non era stato avvicinato al sensore del mezzo o comunque quest'ultimo non aveva registrato il passaggio. Per alcuni mesi non ho ricevuto più notizie e pensavo che avessero risolto. Ma a luglio mi è arrivata la seconda bolletta, da oltre 200 euro: ancora una volta l'addebito era superiore agli anni passati e continuava a non essere conteggiato lo sconto». Così è tornata allo sportello : ad Alia non risultava l'operazione e quindi doveva pagare. E a poco è servito il modulo di segnalazione che le è stato fatto compilare e nel quale ha indicato i giorni esatti in cui aveva effettuato le svuotature nel 2018. Tanto meno i dati storici di quell'utenza, che indicavano come ogni anno, dall'inizio della raccolta porta a porta, la sua famiglia aveva conferito i rifiuti indifferenziati almeno due volte. «Non hanno voluto sentire ragioni – conclude Mollica – per loro è così e non hanno messo in conto che magari il problema dipendeva da un malfunzionamento del sensore o da un errore degli operatori. E così ci ritroviamo a dover pagare intanto una tariffa quasi tripla, salvo poi vederci rimborsare lo sconto relativo a quest'anno solo con le bollette del 2020».

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