Il Tirreno

Empoli

Chiusura della Falegnami: licenziati in 47. La famiglia Isolani sceglie il silenzio

Daniele Dei
L'azienda "La Falegnami" a Castelfiorentino (Foto Carlo Sestini)
◗
L'azienda "La Falegnami" a Castelfiorentino (Foto Carlo Sestini)

Un dipendente dell'azienda di Castelfiorentino: «La fine era già scritta». Negli ultimi tempi tanti lavoratori hanno cercato un’occupazione nelle aziende camperistiche della Valdelsa

3 MINUTI DI LETTURA





CASTELFIORENTINO. Non una domenica qualsiasi quella di ieri a Castelfiorentino: la notizia del tramonto dell'azienda “La Falegnami Italia” di via Niccoli è stata l'ennesima mazzata per il tessuto economico della cittadina valdelsana. Dopo i casi Shelbox e Giemmegi, è pronto a chiudere i battenti un altro simbolo dell'industria locale. Nei bar e in giro non si parla di altro.

Un tempo ci lavoravano oltre cento persone, ora sono rimasti in 47 che, da una lettera ricevuta dalla rappresentanza sindacale lo scorso venerdì, sanno già che dovranno guardarsi attorno. Uno che lo ha già fatto negli scorsi mesi, pur restando formalmente ancora un dipendente del mobilificio, è Alberto Vezzosi, 44 anni, per venti anni all'interno dell'azienda, gran parte passati da delegato Rsu. Da aprile è referente della Fillea Cgil per tutto il territorio metropolitano di Firenze. «Di questi venti anni penso di averne passati solo otto in cui non eravamo in crisi – racconta – l'ultima ripresa ci fu con la partecipazione al Salone del Mobile di Milano del 2017, grazie al quale gli ordini crebbero del 33%. Persa quella spinta, durata 14 mesi, l'azienda si è disimpegnata».

Dal 26 marzo 2018, terminata la procedura di mobilità, vennero avviati i part time accettati dai lavoratori per evitare gli esuberi. «Rispetto a una cassa integrazione erano 300 euro in meno al mese a dipendente – prosegue Vezzosi – lì è iniziato un fuggi fuggi e anche chi ha lasciato non ha trovato un porto sicuro dove approdare. Non tutti lavorano oggi, poi c'è chi è andato verso le aziende camperistiche della Valdelsa e ha trovato fortune alterne. Purtroppo nemmeno questo settore, naturale ricollocamento per la manodopera de “La Falegnami”, vive un periodo di splendore». In questi giorni molti colleghi hanno chiamato Vezzosi dopo la notizia: «Chi ha vissuto la vertenza sapeva già da mesi che sarebbe finita così – spiega – in un conflitto tra logica e ragione, sentimento e speranza, hanno vinto la logica e la ragione. L'azienda ha annunciato di chiudere senza debiti e nel momento in cui ha finito la liquidità. In azienda lavoravano anche una coppia, marito e moglie: lei aveva già lasciato nei mesi scorsi vista la situazione, mentre il marito è rimasto». Bocche cucine invece, per il momento da parte della proprietà. Stefano Isolani, figlio dello storico patron Marcello che fondò “La Falegnami” nel 1949 ed è scomparso a 89 anni nel 2018, non vuole rilasciare dichiarazioni, anche se si lascia sfuggire: «Mi fa male quello che è stato scritto».

Chi parla invece è il mondo della politica. «Il Pd di Castelfiorentino – dichiara il capogruppo della Lega, Susi Giglioli – ha presentato una mozione in uno degli ultimi consigli comunali in cui impegnava il sindaco e la giunta ad avallare l’ennesima cassa integrazione straordinaria per “La Falegnami”. La Lega ha avuto forti perplessità, anche perché eravamo chiaramente di fronte a una misura senza un piano economico strutturale chiaro da parte dell’azienda. Alla fine ci siamo astenuti con il messaggio netto che questa misura servisse per dare la possibilità agli operai di cercarsi un nuovo lavoro».

«La politica non ha fatto nessun provvedimento serio per semplificare la burocrazia e nessun intervento vero per abbassare le tasse alle aziende che producono prodotti di qualità. – commenta il referente di zona di Fratelli d'Italia, Federico Pavese – Questa è una ferita aperta, l’ennesima, nella Valdelsa Fiorentina, sempre più povera di aziende produttrici e sempre più ricca di crisi aziendali che mettono in seria difficoltà decine di famiglie».

«Adesso, insieme alla Regione, bisogna capire se c'è qualche ulteriore tentativo da espletare – dichiara il senatore Pd Dario Parrini – e cosa fare per dare un aiuto concreto e serio alle persone colpite dai licenziamenti. Nessuna strada resti inesplorata».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web