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Chiude la Falegnami Italia Licenziati i 47 lavoratori
Cala il sipario sull’azienda che per tanti è stata il simbolo della Valdelsa La Cgil Fillea: «Ora è tempo di atti concreti tesi al salvataggio della fabbrica»
CASTELFIORENTINO. Non è bastato autoridursi lo stipendio per salvare i posti di lavoro che stavano per saltare. Nemmeno tutte le battaglie sindacali che in questi anni hanno portato più volte i lavoratori a manifestare, o i tavoli in Città Metropolitana e Regione per la tutela dell'occupazione. Alla fine cala il sipario sulla storia dell'azienda “La Falegnami Italia Srl” di Castelfiorentino, una delle imprese simbolo della Valdelsa, da anni ormai in una bufera da dove, nonostante i vari tentativi della dirigenza, non è mai venuta fuori.
La doccia gelata è arrivata ieri pomeriggio, in una nota della Cgil Toscana che annunciava la decisione, maturata nel pomeriggio di giovedì, di avviare le procedure per il licenziamento di tutti i suoi dipendenti, a oggi un totale di 47. L'azienda di via Niccoli, attiva da oltre sessant'anni e in cui gli azionisti di riferimento sono l'amministratore unico Federico Bertini e la famiglia Isolani, che detiene il 51% delle quote, nel corso degli ultimi anni aveva visto ridurre la propria forza lavoro la quale, a pieno regime, era stata sempre oltre i cento dipendenti. Nel 2012 ben 90 dei 102 dipendenti dell'epoca erano in cassa integrazione e negli anni successivi non si sono visti miglioramenti sostanziali. A inizio 2018 erano già diventati 70 e, alla notizia dell'arrivo di 22 lettere di licenziamento, i lavoratori decisero di tagliarsi le ore di lavoro e dunque i salari pur di mantenere intatta l'occupazione. Nemmeno dividere il pane non è bastato: già la scorsa estate i lavoratori erano scesi a 55 e ora, dopo gli ultimi esodi, anche per chi resta pare non ci sia più nulla da fare.
La notizia era nell'aria già da alcuni giorni negli ambienti sindacali fino appunto alla lettera ufficiale ricevuta venerdì da Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze, il quale ha seguito fin dall'inizio la vertenza. «La proprietà non pensi di potersi trincerare dietro la forma di una lettera – tuona il sindacalista – perché le presenteremo il conto nel terreno della sostanza e del danno economico e sociale che ha prodotto. Nessuno potrà sentirsi non coinvolto in questa irresponsabile conclusione, neanche la politica che sempre si è detta vicina ai lavoratori della Falegnami. Ora è tempo di atti e fatti concreti tesi al salvataggio della fabbrica, quello degli ordini del giorno e delle dichiarazioni è finito».
Carletti nel rendere pubblica la notizia, presenta il conto di tutti i sacrifici fatti dai lavoratori: «Hanno visto il proprio reddito falcidiato da casse integrazioni, – prosegue il referente della Cgil – contratti di solidarietà, rinuncia alla quattordicesima mensilità, ai premi individuali e ai premi di risultato ed in ultimo da un part-time voluto proprio per evitare licenziamenti. Pensate a chi guadagna per anni 700 euro al mese e si sacrifica per un'azienda che, al contrario di altre dello stesso settore, come quelle venete, non ha investito per uscire dalla crisi». La Falegnami a Castelfiorentino è un simbolo anche a livello sociale: la stessa Abc, la società di basket della città, ha avuro questa azienda come main sponsor per anni. Adesso, per venire fuori da questa crisi, ci vorrà ben più di un tiro da tre punti all'ultima sirena. —
Daniele Dei
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