Sicurezza
Scoperta evasione da due milioni di euro
Agli arresti domiciliari imprenditrice di Empoli. Sequestrati beni mobili e immobili per un valore di 350mila euro
EMPOLI. Conclusi, dopo mesi di indagini, gli accertamenti fiscali che hanno permesso di scoprire un'evasione fiscale da due milioni di euro sul territorio di Empoli. Alla base un complesso sistema di aziende 'cartiere', create ad hoc per emettere fatture false e permettere così di abbattere i ricavi ad altre ditte, tutte gestite da cinesi.
Regista di tutto era un'imprenditrice cinese. La donna è finita agli arresti domiciliari diversi mesi fa sempre nell'ambito dell'inchiesta, in esecuzione di una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari disposta dal gip. In concomitanza con l'arresto le fiamme gialle eseguirono nei suoi confronti un sequestro di beni mobili e immobili per un valore complessivo di 350 mila euro, tra cui denaro contante, un'auto e un immobile.
L'inchiesta, coordinata dalla procura di Firenze diretta da Giuseppe Creazzo, ha preso avvio da alcuni controlli fiscali effettuati alla fine dell'anno scorso dalle fiamme gialle della Compagnia di Empoli nei confronti di una serie di ditte individuali intestate a soggetti di nazionalità cinese. Le ispezioni avevano fatto emergere che alcune delle ditte verificate avevano il solo scopo di fornire alle altre costi inesistenti per abbattere i ricavi e, conseguentemente, non pagare le tasse. I successivi approfondimenti hanno messo in luce una regia unica nella gestione dell'intero meccanismo, riconducibile appunto all'imprenditrice cinese.
La donna, sebbene figurasse quale semplice dipendente, di fatto curava a livello imprenditoriale i rapporti commerciali delle imprese. Nel corso degli anni, attraverso il meccanismo delle fatture emesse per operazioni insistenti, sarebbe riusciti a nascondere al fisco redditi per 2 milioni di euro, sui quali avrebbe invece dovuto pagare le tasse. In seguito dell'avvio dei controlli fiscali, l'imprenditrice ha anche cercato di farla franca mettendo al riparo i suoi beni da eventuali sequestri, cedendoli in fretta e furia a terza persone, rendendosi così responsabile anche di un caso di sottrazione fraudolenta alle imposte. Di qui la necessità dei finanzieri di velocizzare le operazioni e di eseguire i sequestri prima che la donna fosse riuscita a liberarsi, apparentemente, di tutti i suoi beni.
L'operazione, spiegano dal comando provinciale di Firenze delle fiamme gialle, rientra nell'ambito delle più complesse attività di polizia economico finanziaria che sono svolte dal Corpo della guardia di finanza e finalizzate alla repressione dei reati tributari più articolati e fraudolenti che alterano le regole del mercato, danneggiando le imprese e i professionisti che operano nel pieno rispetto delle regole e che pagano regolarmente le tasse. —
Matteo Leoni
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