La protesta
Nuovo picco di “mi piace” per il manifesto antifascista
Empoli, continua a raccogliere consensi su Facebook l’iniziativa della fioraia Linda Bargellini che ha lanciato un grido contro il razzismo e la xenofobia
EMPOLI. Non passa di moda il cartello che la fioraia Linda Bargellini, 43 anni, aveva esposto il 3 maggio scorso davanti al proprio negozio di via Giro delle Mura Nord per dichiarare la propria attività economica “antifascista”, lanciando un grido contro il razzismo e la xenofobia. Nonostante quel foglio colorato che aveva come titolo “Meglio povera che fascista” sia stato tolto dalla vetrina una decina di giorni dopo, il web ha continuato a condividere quella foto al punto da renderla sempre più virale.
Proprio in questi giorni c'è stato un nuovo picco di “Like” sul social network Facebook grazie alla pagina satirica “Il Disagiato Leghista”, molto seguita in Italia, la quale ha rilanciato questa immagine. Oltre quattromila “Mi piace” e 800 condivisioni dal 27 settembre a oggi, che si aggiungono a quelli già collezionati nei mesi passati. Eppure, nonostante il web celebri ancora questo atto di manifestazione antifascista, Linda non sembra essersene fatta un'ossessione, proseguendo la sua vita come sempre ha fatto. Per la fioraia, che prima lavorava in una cooperativa e nel 2018 ha preso la gestione del negozio, quel gesto è stato del tutto naturale: lei, che è figlia di Enzo Bargellini, uno dei fondatori del centro sociale Intifada di Ponte a Elsa e scomparso improvvisamente nel 2010, l'antifascismo ce l'ha nel sangue.
«Quel cartello fa parte della vita che porto avanti tutti i giorni – prosegue Linda – e forse, tramite quello, alcune persone si sono rese conto di quanto certa cattiveria sia davvero gratuita. Eravamo sotto elezioni in quel periodo (la Bargellini era candidata nella lista “Empoli Ecologista” a sostegno di Beatrice Cioni, ndr), vedevo in piazza i militanti della Lega e di Fratelli d'Italia, non lo accettavo. Tante persone hanno paura a esprimere quello che pensano, magari temono ritorsioni sul posto del lavoro o mancati scatti di carriera. C'è il bisogno di essere circondati da persone che la pensano come te». Un bel po' di persone, dall'Empolese e non solo, hanno contattato Linda in questi mesi: «In tanti sono venuti a trovarmi in negozio – fa sapere – c'è stato chi voleva farmi un bonifico in modo da “auto regalarmi” un mazzo di fiori. Mi hanno scritto anche degli italiani che stanno in Germania».
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