Italia
Maltempo, Unione dei Comuni chiede soldi alla Regione
Il governo non ha stanziato fondi per risarcire imprese e cittadini danneggiati Castefiorentino, Certaldo e Gambassi attendono risposte positive sugli indennizzi
CASTELFIORENTINO. Il governo taglia fuori Castelfiorentino, Certaldo e Gambassi dallo stato di emergenza per calamità naturali e non stanzia i fondi per imprese e cittadini danneggiati dagli eventi metereologici del luglio scorso. Una decisione, quella arrivata con il provvedimento del Consiglio dei ministri datato 19 settembre, che ha lasciato basiti gli amministratori locali e li ha spinti, attraverso l'Unione dei Comuni, a rivolgersi alla Regione per trovare delle risorse straordinarie. Il 27 luglio scorso la Valdelsa, infatti, è stata interessata da fenomeni di maltempo particolarmente intensi. In poche ore pioggia, grandine, fulmini e temporali si sono abbattuti tra Castelfiorentino, Certaldo e Gambassi provocando numerosi danni alle aziende, alle abitazioni e alle campagne. Decine di imprese hanno perso macchinari e materiali, alcune sono state costrette a buttare la produzione pronta per essere spedita. In particolare quelle che si trovano nelle aree produttive di Casenuove e Badia a Cerreto nel comune di Gambassi e in quella di via Toscana nel comune di Certaldo. Mentre sono stati migliaia i residenti che hanno subito allagamenti delle abitazioni e danneggiamenti a impianti e attrezzature. . Ingentissimi anche i danni alle colture, a causa delle esondazioni di molti rii minori compresi tra i territori dei tre comuni e dei violenti rovesci, che hanno visto anche la grandine abbattersi sulle campagne. Interi ettari di oliveti e vigneti sono stati interessati e il raccolto è stato praticamente azzerato. Mentre a Certaldo, in particolare nella zona di Sciano e Bagnano, la fortissima grandinata ha messo a rischio la produzione delle celebre cipolla rossa devastando dieci ettari di coltivazioni. Due giorni dopo, in Valdelsa si era recato per un sopralluogo anche l'assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli, accompagnato dal responsabile della protezione civile regionale Bernardo Mazzanti. Era stata la stessa Regione, infatti, a dichiarare lo stato di emergenza esteso a tutte le zone interessate dai fenomeni metereologici con il decreto 113 del 29 luglio, firmato dal presidente Enrico Rossi. Il 5 agosto con una deliberazione della giunta regionale erano stati individuati i comuni che avrebbero beneficiato della dichiarazione dello stato di emergenza e di conseguenza delle risorse specifiche in relazione ai primi interventi attivati dalle amministrazioni comunali. Contestualmente la Regione aveva chiesto al governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, in considerazione dell'eccezionale portata dell'evento calamitoso. I sopralluoghi dei tecnici della protezione civile avevano, quindi, rilevato la situazione delle aree produttive e artigianali e preso visione dell'avanzamento degli interventi messi in campo dagli enti locali.
La richiesta era stata infine recepita dal Consiglio dei ministri, che pochi giorni fa ha assunto uno specifico provvedimento per la Toscana. Tuttavia dall'elenco dei comuni sono stati «inspiegabilmente» esclusi i comuni di Castelfiorentino, Certaldo e Gambassi con la conseguenza che cittadini e aziende non potranno beneficiare degli aiuti finanziari a parziale ristoro dei danni subiti dal maltempo. Ciò, come riporta l'Unione dei Comuni nella delibera 56 del 24 settembre scorso, «può costituire grave pregiudizio in relazione alla concreta e completa riattivazione delle attività produttive». E per questo è stato richiesto l'intervento della Regione per il reperimento di risorse in grado di indennizzare, anche parzialmente, coloro che hanno ricevuto danni dal maltempo.
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