Gioco
Empoli com'era, in regalo la foto dei portalettere che attraversano la storia
Mercoledì 2 ottobre i lettori del "Tirreno" troveranno in edicola la settima delle dodici foto di un autentico viaggio nel tempo
EMPOLI. Il servizio postale a Empoli è uno dei capitoli più ricchi di fascino nella storia della città. Un capitolo iniziato nel 1808 e mai più chiuso, con i suoi oltre duecento anni. Il primo ufficio postale viene aperto proprio all'inizio dell'Ottocento, sotto il dominio francese. E si trova proprio al civico 1 di via Roma, in adiacenza alla chiesa della Madonna del Pozzo. Da qui viene smistata la corrispondenza destinata ad una popolazione che in due secoli è sempre più cresciuta. Quella di piazza della Vittoria, che ancora non si chiama così ma viene individuata come “Campaccio”, è una zona che comincia a svilupparsi nella prima metà del XIX. È un periodo cruciale per Empoli: le fortificazioni medievali – mura e porte – vengono distrutte per aprire la città al suo destino e nel frattempo viene costruita la stazione da cui passa la Ferrovia Leopolda. L'area intorno allo scalo ferroviario assume un'importanza enorme, che contende e poi sottrae lo scettro a quella in adiacenza all'approdo fluviale sull'Arno.
L'ufficio centrale delle Poste si trova al centro di questa rivoluzione urbanistica e non potrebbe essere altrimenti, in quanto servizio che fino a tutto il Novecento ha una rilevanza strategica dal punto di vista civile e sociale, ma anche economico. Ogni mattina i postini escono da questo portone carichi di lettere e li recapitano a bordo delle loro biciclette. Nel secondo dopoguerra il palazzo all'inizio di via Roma ospita anche un altro servizio fondamentale, quello telefonico. La Sip fa il suo ingresso in parte di quella struttura, che condivide appunto con l'ufficio postale, ma anche con l'ufficio del registro e delle imposte. Negli anni proprio di fronte, dall'altra parte della strada, viene aperto anche un ristorante – che ha lasciato il posto ad un altro locale appena pochi mesi fa – che si chiama proprio “La Posta”. Come fosse un segno dei tempi e del destino il palazzo delle Poste viene abbandonato nel momento in cui la corrispondenza inizia a scoprire altri canali, grazie all'avvento della tecnologia.
Sono i primi anni Novanta, quando la sede centrale viene trasferita da via Roma ad uno stabile nei pressi dell'istituto Calasanzio e delle Pubbliche assistenze, e più precisamente in via De Amicis. Qui rimane per pochi anni, mentre in un'area ancora più a est si sta realizzando un nuovo e moderno edificio pronto ad ospitare gli uffici postali. Il palazzo rosso di via Luigi Russo, progettato dal grande architetto Giovanni Michelucci, viene inaugurato nel 1994 e da allora è la nuova casa delle Poste. Qui, in occasione dei duecento anni del servizio a Empoli, si sono svolte le celebrazioni che hanno previsto anche un annullo filatelico che raffigura la Collegiata di Empoli.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
