Sicurezza
Barnini in Regione? «Nessuno ci sta lavorando»
La sindaca di Empoli smorza un po’ gli entusiasmi dopo la candidatura informale da parte dei colleghi al vertice di Livorno
EMPOLI. Smorza un po’gli entusiasmi Brenda Barnini il giorno dopo il summit tra 64 sindaci toscani che, ai Bagni Pancaldi di Livorno, si sono ritrovati per fare fronte comune e dettare insieme le linee guida per il programma elettorale del centrosinistra alle prossime regionali. Il primo cittadino di Empoli, eletta a maggio per il suo secondo mandato, è stata la “star” indiscussa dell’appuntamento labronico, fortemente voluto da Dario Nardella, già ribattezzato da qualche maligno come “Leopoldina”. In molti, infatti, tra i sindaci toscani, avrebbero visto la 38enne amministratrice pubblica, cresciuta a Ponte a Elsa a pane e politica (seguendo la trafila Pds-Ds-Pd e rispettive giovanili), come la figura giusta alla successione di Enrico Rossi a Palazzo Strozzi Sacrati. Una possibile presidente donna, la prima della storia della Regione Toscana. . Ieri Barnini si è fatta una giornata tra famiglia e impegni istituzionali, in cui non smentisce le voci dei Bagni Pancaldi ma allo stesso tempo evita di fare considerazioni premature o azzardate.
Presente a mezzogiorno di ieri alla sede del Giudice di Pace di via Sanzio per esprimere il proprio voto alle elezioni del consiglio della Città Metropolitana di Firenze, Brenda Barnini ha poi passato qualche ora in famiglia prima di incontrare i pattinatori della Polisportiva Coop Empoli per augurare loro un buon inizio di anno agonistico. Raggiunta telefonicamente, il sindaco conferma quanto pubblicato nell’edizione di ieri de “Il Tirreno”: «È vero, dopo il mio intervento molti sindaci “mormoravano” di una mia candidatura», ha dichiarato. Poi però aggiunge: «Non c’è niente di vero che io ci stia pensando né che qualcuno stia lavorando per farlo». Brenda mette le mani avanti, ma è altrettanto vero che ieri mattina, su Facebook, ha raccontato la giornata livornese dal suo punto di vista. «Nel mio discorso ho lanciato l’idea di un “Piano Donna” per la Regione Toscana – scrive – un insieme di interventi che comprendano investimenti negli asili nido, abbattimento delle rette, dopo scuola per tutti fino alle medie, incentivi fiscali per la parità salariale, focus sui consumi domestici per riconvertire le abitudini di acquisto verso la sostenibilità ambientale e molto altro». Insomma, un programma elettorale.
Per Empoli la prospettiva di una Brenda Barnini ai vertici della Regione sarebbe un vanto di non poco conto. Sarebbe un sindaco che succederebbe a un altro ex sindaco, Enrico Rossi, di Pontedera. Tutto questo quando un altro ex primo cittadino di Empoli, Vittorio Bugli, ha preso anche lui la strada fiorentina, prima in consiglio regionale e, per due legislature, come assessore. E, pensando alla storica rivalità con San Miniato, chissà che la lotta per la successione non sia proprio sulle due sponde dell’Elsa: Eugenio Giani, altro pretendente al ruolo di candidato del centrosinistra, è originario del “Pinocchio” (San Miniato Basso) a pochi chilometri dal paese di Brenda Barnini. Per lei, però, stamani è già tempo di elezioni: lo scrutinio di Palazzo Medici Riccardi a Firenze dirà se sarà di nuovo confermata nel consiglio della Città Metropolitana, dove era candidata nelle liste del Pd assieme al primo cittadino di Certaldo, Giacomo Cucini. –
Daniele Dei
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