Il Tirreno

Empoli

le indagini 

C’è un indagato per la morte del giovane senegalese

Daniele Dei
C’è un indagato per la morte del giovane senegalese

La Procura di Firenze avrebbe identificato il conducente dell’auto pirata che ha travolto e ucciso il 23enne Muhammad Dramè in via Molin Nuovo

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empoli. C’è un nome sul registro degli indagati. Lo si apprende nonostante le bocche siano cucite alla polizia municipale dell'Unione dei Comuni Empolese Valdelsa sugli sviluppi delle indagini legate alla morte di Muhammad Dramè, il senegalese di 23 anni trovato morto mercoledì mattina lungo il tratto di recente costruzione di via di Molin Nuovo, nell'omonima frazione empolese, complanare alla nuova 429. Nonostante il “no comment” sul prosieguo delle indagini da parte della comandante Annalisa Maritan, che rimanda direttamente alla Procura fiorentina, proprio da lì arrivano voci di una persona indagata dal pm Sandro Cutrignelli. Il magistrato ieri si è tenuto a sua volta alla larga dai giornalisti. Il campo, rispetto alle prime ore, è stato ristretto grazie alle testimonianze di alcune persone, come gli amici di Dramè che lo aspettavano al centro di accoglienza della cooperativa “L'Arcolaio” a Molin Nuovo. Ci sono poi alcune immagini di videosorveglianza recuperate in zona e infine è stato definito un range orario più corto. Secondo gli amici, infatti, Dramè sarebbe uscito dall'azienda di ricami dove era occupato, la Thomas Srl di Campi Bisenzio, per raggiungere la stazione ferroviaria più vicina, quella di Pratignone, cambiare due treni e arrivare a Ponte a Elsa in serata, dove aveva lasciato la bici. Da lì avrebbe poi pedalato verso Molin Nuovo. Se così fosse, l'incidente sarebbe successo anche prima della mezzanotte. Per capire invece quando è avvenuto il decesso, dovremo aspettare gli esiti dell'autopsia: la salma si trova ancora a medicina legale di Careggi. Intanto, in seguito al drammatico incidente, la “Comunità in Resistenza” di Ponte a Elsa evidenzia la pericolosità di quel tratto. «È grave – commentano i militanti del centro sociale – che né la nuova né la vecchia 429 non siano state messe in sicurezza per i pedoni e non si sia pensato a una pista ciclabile». Per la Lega, spiega l'esponente locale Susi Giglioli, «molteplici sono le segnalazioni di persone, spesso ospiti dei centri di accoglienza, che circolano in bici di notte senza giubbotto catarifrangente, mettendo a rischio l'incolumità propria e degli altri». —

Daniele Dei

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