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Empoli

Empoli com'era, in regalo la foto della Fiera del bestiame

La foto storica della Fiera del bestiame
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La foto storica della Fiera del bestiame

Il 27 settembre i lettori del "Tirreno" troveranno in edicola la sesta delle dodici foto di un autentico viaggio nel tempo

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EMPOLI. Nuovo appuntamento, domani 27 settembre in edicola, con “Empoli com’era”, l’iniziativa de Il Tirreno portata avanti con il vasto archivio di Foto Cine e la collaborazione della concessionaria Nissan Brogi e Collitorti. E il viaggio nel tempo, stavolta, ci porta alla fiera del bestiame del 1954. Una tradozione che ha accompagnato per anni la vita di moltissimi empolesi. Cambiando spesso teatro ma restando un punto fermo. Uno di quelli attorno ai quali si è sviluppata ed è cresciuta la comunità.

Quella della fiera del bestiame a Empoli, insomma, è una storia lunga secoli. Una tradizione di cui si sono ormai perse le tracce, ma che ha contribuito a fare grande la città. La vocazione commerciale di Empoli è un tratto che emerge fin da subito: al centro della Toscana e attraversata da una fitta rete di infrastrutture, prima tra tutte l'Arno. Già prima che il centro venga “incastellato” - e la città possa fissare la propria data di fondazione, nel 1119 – piazza della Collegiata, che solo in seguito muterà il proprio nome in piazza Farinata degli Uberti, è teatro del mercato settimanale. Un appuntamento importantissimo per venditori e avventori provenienti da tutti i territori limitrofi. Un altro fondamentale fulcro di questa anima mercantile è il Campaccio, l'attuale piazza della Vittoria.

È il 1561 quando il granduca Cosimo concede alla comunità empolese l'autorizzazione a svolgere il mercato del bestiame proprio in questo spiazzo in terra battuta affacciato su Porta Fiorentina. Vengono commerciati principalmente animali di grossa taglia e per ovvi motivi igienici e di spazio non è possibile tenere il mercato all'interno delle mura. Il Campaccio è il luogo giusto e presto viene addirittura ribattezzato “piazza del mercato dei buoi”. Al mercato viene associata anche una fiera annuale, in cui gli animali vengono esposti e gli esemplari più belli premiati da una giuria di esperti. L'avvio del mercato e della fiera del bestiame in questa zona sancisce anche un altro passaggio fondamentale. E cioè l'apertura del castello alle aree esterne, sebbene la cinta muraria sia ancora salda. La definitiva consacrazione per il Campaccio arriverà alcuni secoli più tardi e nella fattispecie nel 1828. Il mercato settimanale viene spostato da piazza Farinata a questa area, segnando definitivamente lo spostamento del baricentro urbano verso est.

In questa prima metà dell'Ottocento le mura e le porte vengono progressivamente distrutte e la città comincia a protendersi verso il nuovo polo degli scambi: la stazione ferroviaria, che sarà realizzata alla fine degli anni Quaranta del secolo. Nel frattempo la tradizione della fiera del bestiame non viene persa e continua a tenersi ogni anno. La sede rimane ancora il Campaccio. Fino a quando l'esposizione degli animali non viene spostata nell'area del Piaggione, l'attuale piazza Guido Guerra. Mentre la premiazione, come evidenzia la foto che troverete domani in edicola in regalo con il nostro giornale, si tiene in piazza Farinata.

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di Redazione web